Tour in OMAN

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Una vacanza in Oman vi dà il benvenuto nella terra delle “Mille e una Notte”, nell’antica patria dell’incenso e della mirra, in luoghi sospesi in una magica atmosfera intrisa di leggenda, tra souk emoschee, dune e castelli costruiti a picco sul mare, lunghe spiagge bianche che si affacciano sulla costa incontaminata. Un viaggio in Oman regala sensazioni uniche, che discendono da una storia millenaria e da quella resina, un tempo più preziosa dell’oro, che la regina di Saba definì “lacrime degli dei” e che fece la fortuna di questa terra: l’incenso. Dall’Oman, con un percorso di oltre 2.000 km lungo tutta la penisola arabica, partiva la “via dell’incenso”, che diffuse il mitico profumo permeando un’intera civiltà e segnando il tempo dell’Arabia Felix. 

Perché andare in Oman

  • Per vistare un paese magico e suggestivo, il vero paese delle Mille e una Notte
  • Per farsi inebriare dai mercatini e dalle strade inondate di incenso, prodotto tipico del paese
  • Per vedere i grandiosi castelli costruiti a picco su un mare blu cobalto che si stagliano contro un cielo azzurrissimo
  • Per perdersi nei souk, i mercatini locali
  • Per vistare il suggestivo deserto dell’Oman

La terra delle Mille e una notte, l’antica patria dell’incenso e della mirra, si rivela un’autentica scoperta sospesa in una magica atmosfera intrisa di leggende: la costa incontaminata con lunghe spiagge bianche dove le tartarughe depongono le uova, il nord aspro e variegato fitto di castelli costruiti a picco sul mare, e poi il sud, la magica terra dell’incenso nascosta tra le dune. È qui, sulle alture di Dhofar, alle porte del deserto di sabbia più vasto del mondo, che spuntano dal suolo alcuni alberi bassi, il legno torto come un arbusto mediterraneo e le foglie spesse e dure come il cuoio. Il nome scientifico di questi alberi è “boswelia sacra” dal quale si estrae un profumo mitico, quella resina più preziosa dell’oro che molti millenni fa cominciò a scorrere dall’Arabia Felix in fiumi di fragranza, imbevendo di sé intere civiltà, che crebbero, prosperarono e morirono lasciandosi alle spalle una scia di lingue, leggi e religioni diverse ma unite da un aroma: l’incenso.

L’incenso ha accompagnato per secoli i riti della venerazione e della sepoltura, i culti magici e le cerimonie di stato; nel corso dei millenni è stato impiegato anche per la pulizia del corpo, dello spirito e per tenere lontano il male, è stato medicina, bottino di guerra e al centro di importanti scambi commerciali. Ai tempi della regina di Saba, le “lacrime degli Dei”, come viene definita questa preziosa resina che cola una volta incisi gli alberi, fecero la fortuna di questa terra, rendendola una delle più ricche del mondo. Dall’Oman partiva infatti la cosiddetta “via dell’incenso” che, con un percorso di oltre 2.000 km, conduceva attraverso la Penisola Arabica. Sulla stessa via venivano trasportati anche oro, mirra e altre spezie orientali. Oggi l’incenso più prezioso, quello bianco e blu Hujari, viene prodotto solo nel Dhofar che ne commercializza ogni anno 6-7 mila tonnellate.