CINA

La Cina non consente paragoni: immensa, lontanissima, con una storia di 4.000 anni e oltre un miliardo di abitanti. Una massima di Confucio afferma che ci vorrebbero 100 vite per conoscerla e infatti questo immenso Paese ospita una notevole varietà di paesaggi e climi: dalle distese gelate per la maggior parte dell’anno della Manciuria, al torrido deserto del Xinjiang, dove le rocce “scoppiano” per la forte escursione termica tra il giorno e la notte; dai 4.000 metri dell’altopiano tibetano, chiamato “il tetto del mondo”, alle spiagge dell’isola tropicale di Hainan dove tutto l’anno regna l’estate. Ma un viaggio in Cina comunque non è solo natura. La Cina è una nazione ricca di storia che racchiude il fascino irresistibile di grandi opere umane: dalla Grande Muraglia alla suggestione dell’enorme piazza Tien An Men, dall’imponente Città Proibita di Pechino alle tombe dei Ming. 

Senza ombra di dubbio Hong Kong è una delle più belle città asiatiche: da centocinquanta anni Oriente e Occidente s’incontrano qui. Grattacieli, banche, eleganti centri commerciali, simbolo di una città attiva e vibrante convivono, in un territorio di poco più di 1000 kmq quadrati, con la tranquillità di parchi naturali, spiagge e isole deserte. Ristoranti tipici, con la migliore cucina cinese e non, spettacoli culturali, mercatini, tutte le novità della tecnologia e un’intensa vita notturna, completano le attrattive di una città capace di soddisfare ampiamente i gusti e le aspettative di ogni visitatore. 
Tra culture, colori e fragranze quello attraverso la Cina e gli orizzonti magici di Hong Kong, è un viaggio senza fine che incanta e stupisce. 

Perché andare in Cina

  • Per passeggiare sulla Grande Muraglia, realizzata più di 2 mila anni fa, nel 214 a.C., è un serpente di pietra che si snoda per più di 6 mila chilometri nel bel mezzo della steppa cinese: un’opera mastodontica che lascia di stucco
  • Per visitare la Città proibita, la grandiosa residenza dei sovrani del Celeste Impero e rievocare le atmosfere e le suggestioni dell’”Ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci
  • Per visitare Hong Kong, enclave inglese nella Cina comunista, tornata cinese alla mezzanotte del 30 giugno 1997.
  • Per ammirare l'Esercito di terracotta: migliaia di guerrieri a grandezza naturale tutti uno diverso dall’altro posti a guardia della tomba dell'imperatore Qing Shi Huangdi
  • Per andare a trovare il panda nel suo habitat naturale: la regione del Sichuan

"Il concetto degli opposti, dello Yang e dello Yin, è alla base dell'armonia universale"
Il Feng Shui insegna a cogliere l’armonia tra le forze celesti e quelle terrene e a capire che la vita ed il destino di ognuno vengono infl uenzati dall’ambiente fi sico circostante. L’uomo e l’ambiente interagiscono tramite il QI (= energia), relazione detta anche TAO (= via), che il Feng Shui tenta di rendere armonica.  Questa antica arte orientale, usata soprattutto per costruire edifici e per arredare gli interni, progetta gli spazi abitativi tenendo conto dell’orientamento, dei materiali usati, dei colori e di un sistema simbolico complesso e affascinante, trasformandoli in luoghi ideali dove stanze e ambienti sono altrettanti microcosmi di benessere per l’uomo. Secondo i principi del Feng Shui, una casa per essere ben costruita dovrebbe essere esposta al vento dominate da un lato, preferibilmente il lato sud, e sul lato opposto dovrebbe essere vicina una fonte d’acqua. La parte nord della casa è considerato il lato umido. Sul lato umido non dovrebbe stare la cucina, in quanto l’acqua spegne il fuoco.  Ai principi generali dell’acqua e del fuoco si sovrappongono molte regole dettate dalla tradizione e superstizione, presenti anche nella tradizione popolare occidentale. Ad esempio un letto non deve rivolgere i piedi verso la porta perché porta sfortuna, al contrario la poltrona di una scrivania deve essere rivolta in direzione della porta. Le strade di una città dovrebbero essere curve, perché le strade dritte portano i demoni, questo stile è presente in molte antiche città in tutto il mondo, costruite con strade curve per rendere difficili le invasioni. Secondo la filosofia del taoismo esistono due principi generali che guidano lo sviluppo degli eventi naturali: lo YIN, regno lunare, freddo, scuro, femminile, deve essere bilanciato da YANG, regno luminoso, caldo, solare, maschile, al fine di ottenere una giusta quantità di QI. Altro sistema di relazioni da osservare è il WU XING (= cinque elementi). Legno, fuoco, terra, metallo e acqua vengono associati rispettivamente ai seguenti colori: verde, rosso, giallo, oro, nero. Tali elementi coesistono in un ciclo continuo di mutua creazione e distruzione. Un altro schema mette in relazione i punti cardinali con le 5 sostanze della filosofia cinese: Nord = Acqua, Est = Legno, Sud = Fuoco, Ovest = Metallo, Centro = Terra. Mediante una bussola si orientano le stanze e i mobili della casa. 

"Dove passato, presente e futuro si fondono dando luogo a città e paesaggi dal fascino inconfondibile"
Più che un paese la Cina è un continente in cui convivono passato e futuro, un universo che può vantare una storia millenaria e città futuribili. Un paese immenso da scoprire seguendo i 7000 km della Via della Seta, ripercorrendo un’antica storia millenaria partendo da est, dall’odierna Xian, ed arrivando fino a Roma attraverso luoghi e paesaggi affascinanti: l’Esercito di Terracotta, schierato a guardia della tomba del primo imperatore della Cina; le grotte Mogao, conosciute anche come le “Grotte dei Diecimila Buddha”; l’antico stato di Loulan, nel deserto; le Montagne Fiammeggianti, che sotto la luce calda del sole sembrano lingue di fuoco. Anche le città sprigionano un fascino misterioso.  Shanghai, con 6.000 chilometri quadrati di superficie e 15 milioni di abitanti, è la città più “global” della Cina. Una megalopoli proiettata nel futuro che continua a crescere a ritmo vorticoso e le cui rivali sono ormai soltanto Los Angeles e Tokyo. La vera Shanghai, la “Parigi d’Oriente”, è però quella che si scopre nei vicoli affollati della città vecchia dove centinaia di venditori ambulanti offrono le loro mercanzie tra ristoranti sempre gremiti di gente. Simbolo del nuovo volto dell’universo cinese è senza dubbio Hong Kong, la più moderna e ricca città di tutta l’Asia che dal 1997 ha terminato la sua ultracentenaria storia trascorsa sotto la corona britannica tornando ad appartenere alla Repubblica Popolare Cinese. Capitale mondiale dell’elettronica e dello shopping, la città è caratterizzata da uno skyline paragonabile a quello di Manhattan, ma capace di mantenere vivo lo spirito antico del “porto profumato” dei primi mercanti cinesi che approdarono nella splendida baia con i loro carichi di spezie e sete. A Pechino le due attrazioni principali sono l’espressione dell’immensità dell’impero cinese. Di fronte alla magnifica Città Proibita ed all’infinita Grande Muraglia, la sensazione è quella di trovarsi davanti alle testimonianze di grandiosi dinastie, e di sentirsi microscopici rispetto alla grandiosità e al potere della grande Cina.

"Nel cuore del Paese, appartato dalle correnti della storia, il Sichuan conserva alcuni tra i paesaggi più belli della Cina"
Chengdu, "La città dell'ibisco". Piantati lungo le mura della città durante il periodo delle Cinque Dinastie, questi meravigliosi fiori ornano oggi strade e giardini, dando origine all'evocativo nome con cui è conosciuta questa località nel cuore della Cina. Al centro della pianura del cosiddetto Bacino Rosso, Chengdu, capoluogo del Sichuan, offre panorami e architetture davvero uniche a partire dalla statua del gigantesco Buddha seduto di Leshan, che misura ben 71 metri di altezza, fino alle famose sculture delle grotte di Dazu e alla montagna sacra di Emeishan. Chengdu, nonostante la sua rapida e continua modernizzazione, ha custodito il suo fascino antico, con le sue case aperte sulla strada, i mercatini dell'artigianato locale e i negozi tradizionali dalle tettoie in legno. La provincia del Sichuan offre anche meravigliose attrattive di carattere naturalistico. Nelle sue foreste di bambù è infatti possibile vedere esemplari del Panda Gigante, la specie protetta che rappresenta un po' il simbolo della Cina. Caratteristico, nell'estremità orientale di questa regione, è il percorso del fiume Yangzi da effettuare in battello attraverso gole impressionanti e suggestive. Più di cento chilometri tra pareti rocciose che si innalzano dalle acque del fiume sino a 500/1000 metri: una delle bellezze naturali più impressionanti del mondo.

"Spazi immensi battuti dal vento, silenzi assoluti spezzati solo dal canto dei pellegrini, bianchi monasteri che custodiscono antichi segreti e alti passi himalayani segnati dalle bandiere di preghiera"
Il Tibet, divenuto ufficialmente dal 1964 una regione autonoma cinese, è rimasto per secoli misterioso e intatto grazie alla sua isolata posizione geografi ca. Nascosto tra le alte vette dell'Himalaya e conosciuto per essere la patria del Buddismo, conserva ancora oggi alcuni dei monasteri-fortezza dove fede e tradizioni si fondono in uno splendido connubio di misticismo e religione. L'espressione con cui veniva definito, "land of snow", identifica esplicitamente la sua collocazione geografica e il suo riferimento leggendario nell'immaginario collettivo. Questo luogo remoto e mitico è oggi una destinazione accessibile che conserva la seduzione dei leggendari racconti di viaggio. Il popolo tibetano ha da sempre abitato la solitudine degli immensi spazi e l'unicità degli ambienti himalayani colmi di mistiche presenze, ha dato vita ad una filosofia religiosa che affascina sempre più il mondo occidentale. Capitale della regione, Lhasa, a circa 5.000 metri a ridosso di un gigantesco altopiano ai piedi dell'Himalaya, è la zona più elevata della Terra. Defi nita "la terra degli Dei", è una città magica in cui aleggia un sentore di incenso, un profumo fatto di misticismo e magia che affascina il visitatore davanti al monastero più antico della città, il Jokhang, la cattedrale del buddismo tibetano, epicentro della vita sociale e spirituale della città e di fronte all'imponenza del Potala, residenza, palazzo, fortezza e monastero del Dalai Lama. Dirigendosi verso nord l'orizzonte spazia in un paesaggio infinito costellato di laghi trasparenti in cui si riflettono vette coperte da nevi perenni. Proseguendo verso il confine nepalese, da Gyantze con il suo immenso chorten, si raggiunge Xigatze con lo splendido monastero Tashillampo che fu residenza del Panchen Lama, poi il monastero di Sakya, forse il più bello del Tibet, fino al passo La Pa La con paesaggi spettacolari e viste su montagne, laghi e sull'altopiano stesso.

Le prime manifestazioni di una religione in Cina sono costituite da un insieme di culti degli antenati e di credenze della mitologia comunemente identificati come "religione popolare cinese": si trattava di credenze non organizzate da un organismo centrale, prive di un culto e di un rituale preciso.
Le divinità principali erano anticamente costituite dagli dei celesti, che proteggevano lo stato e da quelli del suolo, a protezione del potere regale sulla terra e della prosperità dei campi. A queste si aggiungeva il culto degli antenati, in origine in particolare quelli della dinastia regnante: si riteneva infatti che una parte dello spirito del defunto rimanesse nella tomba e dovesse essere nutrita dalle offerte dei discendenti. Strettamente legate alla religione nella devozione popolare erano le credenze nel mondo degli spiriti e nelle pratiche magiche e divinatorie. Con la nascita del Confucianesimo, del Taosimo e la diffusione in Cina del Buddismo cinese, quelle che vengono chiamate le "tre dottrine" si mescolarono alla religione popolare ("la quarta via") costituendo un mosaico composito di credenze definito religione tradizione cinese.
Il Buddismo cinese, proveniente dall'India ed introdotto nel Paese 2.000 anni fa, è suddiviso in tre scuole: la scuola del Grande Veicolo, o Mahayana (il praticante segue la Dottrina con lo scopo di essere di beneficio a tutti gli esseri); la scuola del Piccolo Veicolo, o Hinayana (la cui pratica è rivolta alla propria personale emancipazione dalla sofferenza), con circa un milione di fedeli; il Lamaismo, con circa 200.000 monaci e 7 milioni di fedeli, diffuso principalmente nelle regioni autonome del Tibet e Mongolia interna e nella provincia del Qinghai.
La scuola più seguita è quella del Grande Veicolo, i cui fedeli sono in gran parte di etnia Han e sono distribuiti in tutta la Cina: al momento esistono 13.000 templi buddisti aperti al pubblico, 33 istituti buddisti e 50 pubblicazioni buddiste. Il Taoismo è l'unica vera religione autoctona cinese e si rifà all'antica venerazione della natura e al culto degli antenati; oggi risulta costituito da due distinti sistemi di pensiero: il "taoismo filosofico" che si ritiene sia nato durante l'epoca classica con la dinastia Zhou e il "taoismo religioso" che si affermò 500 anni dopo fondato sulla rivelazione del saggio Lao Zi a Zhang Daoling. Vista la mancanza di rigorose cerimonie e regolamenti di adesione, il numero dei praticanti è difficilmente calcolabile.
Al momento, in Cina esistono 1.500 templi taoisti e più di 25.000 monaci. Il Confucianesimo non è in realtà una vera e propria religione, quanto piuttosto una filosofia, nata dall'insegnamento di Confucio e dagli scritti dei suoi discepoli: non fu mai una religione con una chiesa o un clero, Confucio non si proclamò divinità ed i templi costruiti in suo onore non erano un luogo di culto, ma edifici pubblici destinati a cerimonie annuali. Confucio, un insegnante poi divenuto Ministro della Giustizia dello Stato Shandong, si impegnò per porre freno alla corruzione morale e politica che vi era in Cina a suo tempo, predicando il valore etico ed il ritorno ai valori di una moralità antica, fondata sulle cinque virtù: gentilezza, rettitudine, decoro, giudizio e lealtà. Il confucianesimo non è riuscito ad evolversi per essere adattabile al mondo attuale, tuttavia, nonostante l'evidente anacronismo, è ancora apprezzato come correttivo alla cupidigia e alla criminalità in crescita vertiginosa nella Cina di oggi.

Best Tours Italia è alla costante ricerca delle guide locali più qualificate, ma ciò non è semplice in Cina dove la conoscenza della nostra lingua è purtroppo limitata. Sarete pertanto chiamati a fare qualche piccolo sforzo per comprendere persone che parlano l’italiano in maniera elementare: di questo ci scusiamo in anticipo. Il numero esiguo delle guide cinesi parlanti italiano non ci consente di garantirne la conferma durante i periodi di alta stagione durante i quali, per soddisfare il maggior numero possibile di turisti italiani, vengono utilizzati anche studenti universitari. L’industria turistica in Cina è ancora gestita in maniera burocratica e centralizzata e ciò comporta una limitata flessibilità per tutti i “fuori programma”, per altro tutte le guide in Cina usano arrotondare lo stipendio con frequenti visite a negozi