GIAPPONE

Un viaggio in Giappone è un'immersione totale in una cultura ibrida fra la frenesia occidentale e le millenarie tradizioni di origine feudale sopravvissute ai giorni nostri. In bilico tra l’immagine di antichi Samurai e quella di avveniristici grattacieli, il Giappone è pronto ad accogliere i visitatori per svelare la sua storia ed i suoi segreti. Città modernissime e affollate, perennemente in movimento, si alternano a parchi e giardini di una bellezza e di una tranquillità mistica. Il Fujiyama, la montagna sacra dei Giapponesi con la sua placida imponenza. Paesaggi naturali incontaminati, baie e golfi pittoreschi e isole si alternano in armonia a sud di Tokyo. Il nord, l'isola di Hokkaido è invece caratterizzata da alte montagne perennemente innevate. Non a caso infatti Nagano e Sapporo sono state una delle sedi delle Olimpiadi Invernali. Tokyo, capitale del paese racchiude l'essenza del Giappone mentre Kyoto, la capitale storica, vi incanterà con i suoi giardini. L'ideale per non perdersi nulla è comunque organizzare un tour del Giappone. 

Perché andare in Giappone

  • Il quartiere di Shibuya a Tokio, dove incontrare il Giappone più “creativo” e le ultime tendenze del paese
  • Una visita a Kyoto, l’antica capitale, con i suoi templi e i suoi giardini millenari
  • Una passeggiata in uno dei parchi delle città giapponesi, alla ricerca delle suggestioni diKurosawa
  • Un’escursione sul Fujiyama, la montagna sacra dei giapponesi
  • Un viaggio su uno dei treni più veloci e puntuali del mondo

Il più grande sacrario della cultura giapponese
Fondata nel 794 e capitale dell'Impero per oltre un millennio, per la ricchezza del suo patrimonio artistico Kyoto rappresenta il più grande sacrario della cultura giapponese. Nonostante sia ormai divenuta una città moderna e all'avanguardia, qui risiede ancora lo spirito più autentico del paese: con i suoi oltre 1.800 templi, i santuari, i palazzi e i quartieri storici, Kyoto conserva infatti tesori da elargire a tutti i visitatori. Non devono dunque ingannare gli edifici moderni e le strade piene di traffico: lasciandosi alle spalle l'avveniristica stazione ferroviaria, bastano pochi minuti per immergersi nella bellezza classica. Spingendosi a nord si incontrano templi e palazzi, oltre ad affollate gallerie di negozi di prodotti artigianali e antiquariato. Attraversando il fiume Kamo verso est, si giunge nella Kyoto più tradizionale, considerata il cuore dell'antico Giappone: ai piedi del verde Higashiyama, la zona offre alcune tra le località più belle della città. Nel quartiere di Gion è ancora possibile vedere le Geishe sfilare con la loro regale disinvoltura e si trovano sale da tè e locande tradizionali: da qui si procede lungo la sacra via che porta al Tempio Kiyomizu-dera, seguendo il canale della Passeggiata del Filosofo fino a Ginkaku-ji. Da non perdere anche Kinkaku-ji (Padiglione d'oro) e Ryoan-ji, che vanta un giardino Zen noto in tutto il mondo, oltre ai numerosi templi che si stagliano tra i boschi sulla collina di Arashiyama, "la montagna delle Tempeste" dove gli Imperatori cercavano rifugio dal trambusto della città.

Il mondo dei Manga Una grande tradizione secolare
I Manga giapponesi vantano una tradizione secolare: l'etimologia del termine risale infatti al 1200 e deriva dalla fusione delle parole "man" (immagine) e "ga" (in movimento), originalmente impiegate per indicare i disegni che coprivano le pareti dei templi e che riportavano scene di caccia o di vita ultraterrena. Le immagini dipinte, frutto della fantasia dell'artista, raffiguravano in genere episodi cruenti con personaggi e animali inesistenti e spaventosi. Nel corso del tempo questo fenomeno artistico è cresciuto, arricchendosi di nuovi personaggi, più fantasiosi ed esagerati nelle forme, ma conservando sempre gli stessi elementi artistici. Tipicamente ogni Manga è un volumetto di 100-400 pagine, stampato in bianco e nero su carta economica, a volte con copertina rigida e a colori. Come la lettura della lingua giapponese, anche il Manga si sfoglia e legge dall'ultima pagina verso la prima. A differenza dei fumetti occidentali, i Manga raramente presentano un'impaginazione lineare e ben definita: i disegni "viaggiano" all'interno del foglio, i personaggi non sono imprigionati all'interno di quadrati e i dialoghi sono svincolati dalle classiche nuvolette. Riviste dedicate propongono diverse serie a puntate su ogni uscita e quando una serie raggiunge un certo volume di stampa viene riproposta nei "tankobon", fascicoli rilegati più economici rispetto agli originali ma meno richiesti dai collezionisti. In Giappone la fama e la diffusione dei Manga è elevatissima, tant'è che esistono diverse scuole di disegno specializzate e una schiera di appassionati che si danno appuntamento per fiere e feste a tema con costumi di scena. I Manga non vanno confusi con gli Anime, ossia la versione cinematografica dei Manga stessi, diffusi in occidente a partire dagli anni '80 e diventati in seguito un vero settore cinematografico che non ha nulla da invidiare alle produzioni hollywoodiane. Impossibile discutere di Anime senza menzionare Hayao Miyazaki, il massimo disegnatore universalmente riconosciuto (Totoro, Principessa Mononoke, La Città Incantata, Il Castello Errante di Howl).

L'amore dei giapponesi per il design
Estrema cura per i dettagli e per la selezione dei materiali, ricerca di efficienza e funzionalità e flessibilità concettuale: questi i caratteri distintivi dell'approccio giapponese all'artigianato che, modellati sullo sfondo dell'innovazione tecnologica, danno vita allo stile del design giapponese. Uno stile capace di prestare grande attenzione ai suoi fruitori senza dimenticare l'ambiente naturale, e che da sempre riflette le grandi questioni del mondo esterno. Il Giappone si conferma ispiratore di tendenze ai Design Awards 2008, assegnati dalla rivista londinese Wallpaper: designer dell'anno è stato infatti nominato Tokujin Yoshioka, premiato per la sua "Panna Chair", inebriante seduta simile a una nuvola di panna montata. Yoshioka sperimenta materiali inusuali, interpretando e rielaborando i tessuti attraverso la poesia della cultura giapponese: i suoi progetti spaziano dal design di prodotto all'architettura d'interni; tra le sue opere anche il telefonino Media Skin, realizzato con materiali così leggeri da renderlo assimilabile al corpo umano. Oscar come migliore casa privata alla Ring House di Karuizawa, realizzata da Makoto Takei e Chie Nabeshima: una stupefacente torre di vetro e legno in mezzo al bosco a 185 chilometri da Tokyo. Altri nomi di fama internazionale affollano il panorama dei designer giapponesi: Naoto Fukasawa è noto per la semplicità delle sue opere, capaci di anticipare le future tendenze integrandosi alla perfezione nello spazio circostante. Nei suoi oggetti, che spaziano dagli accessori di moda all'arredamento, Naoko Hirota è invece alla costante ricerca di nuove prospettive funzionali, senza tralasciarne l'essenzialità. Libere interpretazioni dell'imbottito per Toshiyuki Kita, che firma le Saruyama Islands, "isole" indipendenti le cui forme geomorfe ci costringono a ripensare il modo in cui sedersi su una poltrona piuttosto che su un divano. Acclamata per la riuscita combinazione tra la tradizionale vernice giapponese e le nuove tecniche di design, Kanaé Tsukamoto mostra un approccio originale nei suoi Bitowa (contenitori). All'avanguardia anche il "Made in Japan" nel campo della tecnologia, che denota grande meticolosità e ha da tempo deciso di combattere il riscaldamento globale, raccogliendo una sfida stimolante quanto impegnativa. Dal Giappone arrivano infatti le prime automobili "ibride", capaci cioè di funzionare sia con il carburante che con l'energia elettrica, riducendo così in modo significativo le emissioni di anidride carbonica.