Tour in BOLIVIA

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Le variopinte culture indigene, rimaste vive in una gran parte della popolazione, gli spettacolari paesaggi andini, le tracce di remote civiltà che si perdono nella notte dei tempi, fanno della Bolivia uno dei paesi più affascinanti del Sud America. Priva di sbocchi sul mare, percorsa in buona parte dalla catena andina con le sue vette maestose e dalla lussureggiante distesa della selva amazzonica, offre paesaggi di straordinaria bellezza e molte città ricche di storia, di cultura e di antichissime tradizioni.
Dalla moderna capitale La Paz, che colpisce per la sua suggestiva conformazione all'interno di una grande conca, alle città coloniali di Potosi e Sucre, ambedue dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, dall'incredibile deserto salato di Uyuni, un'abbacinante distesa che si perde nell'orizzonte e che sembra trasportare il viaggiatore su un altro pianeta, alle sponde del Lago Titicaca con le sue leggende e i suoi misteri, un viaggio in Bolivia è un'immersione nel cuore più autentico del continente.

Avvolto da innumerevoli leggende - la più famosa parla di un favoloso tesoro Inca che giacerebbe sul fondo - il Titicaca si divide quasi equamente fra Bolivia e Perù. La parte boliviana del lago, anche se meno estesa di quella peruviana, ha il privilegio di ospitare l'Isola del Sol, molto importante nella mitologia Inca. Infatti, secondo la tradizione dalle acque che circondano l'isola sarebbero nati i due leggendari fondatori dell'Impero. La località più importante della sponda boliviana è Copacabana, dove sorge la basilica di Nuestra Señora de la Candelaria, uno dei santuari più antichi del continente risalente al XVI secolo. L'edificio ospita l'immagine della Virgen de la Candelaria, nota anche come Virgen de Copacabana, venerata in tutta l'America Latina e che ha anche dato il nome della celebre spiaggia di Rio de Janeiro.

Chi si aspetta una città ricca di monumenti e di palazzi in stile coloniale rischia probabilmente di andare deluso. La Paz, sede del governo boliviano e principale centro urbano del Paese, è oggi una moderna metropoli in tumultuosa espansione, piena di grattacieli e di centri commerciali. Il suo fascino va cercato piuttosto nella folla variopinta che la anima, composta in buona parte da indios che costituiscono circa il 50% della popolazione, e nella sua particolare posizione a un'altitudine media di circa 3600 metri, ma con un dislivello di oltre 400 metri fra la zona più bassa e quella più alta. La città è distinta in tre diverse aree: quella più a sud, formata da eleganti quartieri residenziali, quella a nord, più popolare, con le case arroccate sul pendio della montagna, e il centro, dove sono concentrati i maggiori edifici di interesse storico, fra cui la Chiesa di San Francisco, costruita in legno a metà del '500 e ricostruita in pietra, nel '700 dopo un crollo.

Una sconfinata distesa di oltre 12.000 kmq di sale fa pensare a qualcosa di totalmente privo di ogni forma di vita, eppure proprio nel deserto salato di Uyuni ogni anno nel mese di novembre vengono a riprodursi varie specie di fenicotteri. Formatosi circa 40000 anni fa dal prosciugamento di un grande lago preistorico, il deserto si trova a 3600 metri sul livello del mare ed è costituito da circa 10 miliardi di tonnellate di sale. Al suo interno sorge l'Isola del pesce, chiamata così per la sua particolare forma e in buona parte ricoperta da giganteschi cactus. I buchi nella superficie salata del deserto, pericolosi perché spesso invisibili per via di un fenomeno ottico, sono gli Ojos de Salar delle leggende Inca, che spesso ingiottivano le carovane.

A dispetto della sua altitudine, a oltre 4000 metri sopra il livello del mare, Potosi fu nel XVI secolo la città più popolosa del Sud America dopo Città del Messico, grazie alle miniere d'argento che ne assicurarono per lungo tempo prosperità e ricchezza. La sua fama si estese anche in Europa al punto che Miguel de Cervantes la cita nel Don Chisciotte. Caduta in abbandono con l'esaurirsi delle miniere, Potosi è oggi un centro di grande interesse storico e culturale, ricco di palazzi in stile coloniale e di edifici di archeologia industriale fra cui numerosi acquedotti. Altrettanto suggestivo il patrimonio architettonico di Sucre, anch'essa, come Potosi, posta sotto la protezione dell'Unesco e capitale costituzionale della Bolivia. Dalla Casa de la Libertad, nella centrale Plaza 25 de Mayo, fu infatti proclamata l'indipendenza del Paese dalla Spagna, il 6 agosto 1825.