Tour in MALESIA

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Basta il nome a far affiorare alla mente storie esotiche di pirati misteriosi. Un viaggio in Malesiarappresenta una fuga esotica tra isole incantate, spiagge tropicali incontaminate e acque cristalline, un autentico paradiso impreziosito da una lunga costa e da più di 200 isole splendide come gioielli. La capitale, Kuala Lumpur, è famosa per le torri gemelle, gioiello architettonico di mastodontica grandezza.Singapore è la Città del Leone, ipotesi leggendaria per un luogo che si dice esser nato dall’incontro tra un principe di Sumatra e un leone, e che oggi è un vero e proprio crogiuolo di etnie, razze, religioni e culture. In Malesia ad imporsi è la forza di una natura ancora incontaminata, capace di regalare anche al viaggiatore più esigente il piacere indimenticabile di incontri davvero sorprendenti. 

Perché andare in Malesia

  • Per stupire di fronte alle torri di Kuala Lumpur, la capitale: un mix di ultra modernità e fascino orientale
  • Per scoprire l'antichissima foresta pluviale tropicale della Malesia e la sua meravigliosa fauna: elefanti, rinoceronti, leopardi, tapiri, oranghi e, naturalmente, tigri
  • A scoprire le foreste dei “dayak”, i discendenti dei mitici cacciatori di teste
  • Per nuotale nelle acque cristalline di Tioman, considerata una delle 10 isole più belle del mondo
  • Per visitare il parco nazionale Taman Negara, uno dei più spettacolari al mondo per la varietà di fiori e piante
  • Per conoscere un paese realmente multi-etnico: malesi, cinesi, indiani e tribù indigene abitano da secoli questo paese
  • Per andare alla ricerca dei luoghi del pirata Sandokan, la Tigre della Malesia

“Chiamata la Terra dei Mille Incanti, la Malesia è una terra di emozioni, di natura incontaminata, di sensazioni”
Una natura lussureggiante fatta di foreste inesplorate che rimandano alla mente libri e film d'avventura, mare cristallino e un'affascinante cultura tradizionale. La Malesia peninsulare si trova tra l'equatore e il settimo parallelo nord e comprende, oltre alla parte peninsulare che si protende verso Singapore, anche il Sarawak ed il Sabah nell'isola del Borneo. Malacca, città storica per eccellenza della Malesia, antica colonia portoghese, olandese ed inglese da visitare oggi in "trishaw", i coloratissimi taxi-bicicletta per scoprire tracce dell'intensa storia di Malacca e dei popoli che ne sono stati protagonisti. Lo stato di Penang, comunemente chiamato "La Perla dell'Oriente", comprende l'isola di Penang ed una striscia di terra sulla terraferma collegate tra loro dal ponte di Penang, il terzo più lungo al mondo. Penang, primo insediamento commerciale britannico in Oriente è oggi vivace città metropolitana con un mix unico tra occidentale e orientale. Il Taman Negara, il parco più ampio della Malesia regala invece emozioni di tutt'altro genere: con i suoi 4.343 kmq di area protetta è una delle foreste pluviali più antiche del pianeta. La diversità delle sue specie di flora e fauna è il risultato di un evoluzione di 130 milioni di anni mai profanata dall'uomo. Oltre ad osservare numerose specie di piante e fiori, il parco offre la possibilità di risalire il fiume in barca e fare il bagno in cristalline cascate in uno spettacolo naturale veramente unico.

Addentrarsi nel Borneo Malese è ancora oggi un'avventura straordinaria"
Qui, in una giungla fittissima, abitano da sempre le tribù dei Dayak, mitici discendenti dei cacciatori di teste, guerrieri e animisti. Questa arcana popolazione vive sulle rive dello Skrang River, fiume avvolto nel mistero, che affonda le sue radici in un profonda foresta pluviale dove le cime degli alberi formano una volta compatta e in cui risuonano sussurri di una fauna invisibile. Per i Dayak, tagliare la testa del nemico significava acquisire gloria e merito in quanto credevano che la forza cosmica dell’uomo risiedesse nel cranio.  Le teste tagliate, inoltre, costituivano i migliori compagni di viaggio del defunto verso la dimora eterna, il “villaggio della felicità”, e venivano conservati dalla tribù per assicurarsi la buona sorte. Anche i tatuaggi avevano, e mantengono tuttora, un significato simbolico: rappresentano il rango, il merito in combattimento, il coraggio. Nonostante questo passato aggressivo, gli ex tagliatori di teste trascorrono oggi un’esistenza mite e semplice, quasi primitiva. Arrivare nel Sarawak vuol dire immergersi nella natura tropicale assolutamente incontaminata.  Tutto qui è misterioso e affascinante. Esperienza davvero indimenticabile è la visita ad una “longhouse”, che vuol dire casa lunga, la casa tipica dei popoli del Sarawak dove si viene accolti nella ruai, la galleria che attraversa l’intera lunghezza della longhouse. La cerimonia di benvenuto, chiamata miring, consiste nell’offerta di cibi e bevande per assicurarsi la benevolenza degli dei del luogo ed è seguita da un brindisi con un bicchiere di tuak, vino di riso dal gusto molto forte.

"Un pirata ribelle, avvincenti avventure, tigri e combattimenti, e come scenografi a i magici spazi della Malesia"
Qui, in una giungla fittissima, abitano da sempre le tribù dei Dayak, mitici discendenti dei cacciatori di teste, guerrieri e animisti. Questa arcana popolazione vive sulle rive dello Skrang River, fiume avvolto nel mistero, che affonda le sue radici in un profonda foresta pluviale dove le cime degli alberi formano una volta compatta e in cui risuonano sussurri di una fauna invisibile. Per i Dayak, tagliare la testa del nemico significava acquisire gloria e merito in quanto credevano che la forza cosmica dell’uomo risiedesse nel cranio.  Le teste tagliate, inoltre, costituivano i migliori compagni di viaggio del defunto verso la dimora eterna, il “villaggio della felicità”, e venivano conservati dalla tribù per assicurarsi la buona sorte. Anche i tatuaggi avevano, e mantengono tuttora, un significato simbolico: rappresentano il rango, il merito in combattimento, il coraggio. Nonostante questo passato aggressivo, gli ex tagliatori di teste trascorrono oggi un’esistenza mite e semplice, quasi primitiva. Arrivare nel Sarawak vuol dire immergersi nella natura tropicale assolutamente incontaminata.  Tutto qui è misterioso e affascinante. Esperienza davvero indimenticabile è la visita ad una “longhouse”, che vuol dire casa lunga, la casa tipica dei popoli del Sarawak dove si viene accolti nella ruai, la galleria che attraversa l’intera lunghezza della longhouse. La cerimonia di benvenuto, chiamata miring, consiste nell’offerta di cibi e bevande per assicurarsi la benevolenza degli dei del luogo ed è seguita da un brindisi con un bicchiere di tuak, vino di riso dal gusto molto forte.