Mappa Egitto

Egitto

Il mito eterno

Terra di antiche vestigia, l'Egitto racchiude in sé la magia di una natura spettacolare e i misteri di culture e tradizioni che si perdono alle origini della storia.

Una terra che merita di essere scoperta e visitata insieme a chi, come Best Tours, ne conosce la più intima essenza.

Egitto: una terra ricchissima di siti archeologici e di città proiettate verso il futuro e che nello stesso tempo custodiscono gelosamente le splendide testimonianze di un glorioso passato. Sono le località che vengono toccate dalle tante proposte di Best Tours e sulle quali abbiamo il piacere di fornirvi in queste pagine alcune interessanti informazioni.

Alessandria 
Fondata da Alessandro Magno nel 332 a.C. è considerata la porta dell’Egitto sul Mar Mediterraneo, la città conta oggi più di 3 milioni di abitanti e si estende lungo la costa per circa 20 km. Seconda città in Egitto per importanza economica, elegante e cosmopolita, Alessandria gode di un clima mite che favorisce un flusso turistico durante tutto l’anno. Ci si sofferma volentieri negli storici caffè, nelle minuscole vie e quartieri che si intersecano, si passeggia sul lungomare e si ammirano i resti della civiltà Greco- Romana, concentrati nella zona nord-orientale della città: le catacombe di Kom El-Shogafa, la colonna di Pompeo, l’anfiteatro romano ed il museo Greco Romano. Sull’estrema punta occidentale, al posto dell’antico Faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del Mondo Antico, si erge il Forte di Quait Bey, sede del Museo Navale ed esempio di architettura militare islamica del XV secolo. La Bibliotheca Alexandrina sorge a pochi passi dall’antica sede, il principale centro di tutto il sapere dell’antichità, voluta 2.300 anni fa dal faraone Tolomeo I. Oggi, ispirandosi ad un sole inclinato che sorge dal mare, questo spettacolare edificio si estende su un’area di 80.000 metri quadri e ospita sale di lettura, un istituto per il restauro dei libri antichi, una biblioteca per l’infanzia, una scuola di informatica, sale per congressi e possiede più di un milione di testi scientifici. 

El Alamein 
Raggiungibile lungo la strada costiera sul Mediterraneo, El Alamein sorge a 100 km ad ovest di Alessandria. La bellezza del paesaggio, le spiagge di sabbia bianchissima ed il mare di un turchese intenso richiamano gli amanti della natura, mentre i monumenti storici, testimonianza della cruciale battaglia della Seconda Guerra Mondiale, attraggono molti visitatori desiderosi di rendere onore agli oltre 8.000 soldati che persero la vita tra le sabbie. All’interno del Museo sono esposte le armi ed i carri armati utilizzati nella battaglia, una collezione di dipinti e disegni che rappresentano scene di guerra, manovre militari e testimonianze del ruolo dell’Egitto durante il conflitto. 

Il Cairo 
Caotica e affascinante, antichissima e modernissima, Il Cairo, che in arabo significa “La Vittoriosa”, è la capitale della Repubblica Araba d’Egitto. Fondata in epoca faraonica con il nome di Heliopolis, questa metropoli con i suoi 15 milioni di abitanti ha sedimentato nei secoli testimonianze delle culture e delle religioni più diverse. Oltre all’area di Giza e delle Piramidi, alla periferia della città, il miglior punto di partenza per ripercorrerne la storia in ordine cronologico è il Museo Egizio, dove è custodita una quantità impressionante di testimonianze, reperti e vestigia della civiltà egiziana. Il più ammirato è sicuramente l’eccezionale tesoro trovato nella tomba di Tutankhamon, che comprende manufatti di valore inestimabile, come la maschera d’oro del faraone, le statue di Rahotepe Nofret o di Akhenaton. Almeno tre aree della città meritano una visita: la Città Vecchia, dove sorgeva la città fortificata romano-bizantina di Babilonia, sede di innumerevoli edifici di varie religioni, fra cui la chiesa cristiano-copta di El-Moallaqa, la sinagoga di Ben Ezra e la moschea di Amr Ibn El-As, la più antica dell’Egitto. Di grande interesse il museo dedicato alla religione e alla civiltà copta, una variante del Cristianesimo diffusa in Egitto e in Etiopia. La zona della Cittadella, edificata nel 1176 dal celebre Saladino, sede di numerose moschee, e l’antica Città Islamica dove hanno sede la celebre moschea di El-Azhar con annessa l’Università dedicata agli studi islamici e la moschea Qalaun, una delle più frequentate dagli abitanti del Cairo. Imperdibile una puntata al bazar di Khanel- Khalili dove, in un’atmosfera impregnata di aromi orientali, è possibile trovare ogni tipo di merci, come stoffe multicolori, riproduzioni di reperti del periodo faraonico, oggetti in vetro, essenze e profumi. 

Giza 
Nella necropoli di Giza, utilizzata soprattutto nella IV dinastia, sorgono le piramidi più imponenti e famose d’Egitto: la grande piramide di Cheope, alta 137 metri e formata da oltre due milioni di giganteschi blocchi di pietra; la piramide di Chefren, di poco più bassa, con la cima ancora ricoperta di pietra levigata e collegata tramite un lungo corridoio al “Tempio della Valle”, mirabile esempio di architettura faraonica; la Sfinge, che raffigura il faraone Chefren ed è la più grande statua mai scolpita con 57 m di lunghezza e 20 m di altezza; la piramide di Micerino, la più piccola delle tre, alta solo 66 metri. Attorno si trovano piccole piramidi di regine e numerose tombe a “mastaba” di familiari del re e di importanti funzionari che ebbero il privilegio di farsi seppellire vicino al loro sovrano. 

Memphis e Sakkara 
A circa 25 km a sud del Cairo si trova ciò che resta dell’antica Memphis: una statua colossale di Ramesse II che giace sdraiata, una sfinge di alabastro e qualche monumento sparso sotto le palme di una campagna che ha cancellato quasi ogni traccia della celebre capitale amministrativa dell’Egitto. A ovest di Memphis si trova Sakkara, immensa e millenaria necropoli, con la piramide a gradoni di Zoser, del 2700 a.C., numerose altre piramidi, centinaia di tombe costruite a “mastaba” o scavate nella roccia e il famoso “Serapeo”, dove furono seppelliti i tori sacri Api. 

Dahshur 
Situata a sud della necropoli di Sakkara, quest’area è famosa per un piccolo gruppo di piramidi tra cui la piramide Romboidale e la piramide Rossa, entrambe costruite durante il regno di Snefru, padre di Cheope e fondatore della IV dinastia (dal 2561 a.C.). La piramide Romboidale prende il nome dalla sua forma inconsueta ed il rivestimento esterno è ancora in ottime condizioni. La piramide Rossa si può considerare come il prototipo delle piramidi vere e proprie ed è caratterizzata dal soffitto aggettante, simbolo di perfezione architettonica. 

El Fayoum 
Conosciuta come “il giardino d’Egitto”, El Fayoum è situata a circa 100 km sud-ovest da Il Cairo ed è una depressione desertica larga 70 e lunga 60 km, di cui 1/5 occupata dal lago Salato di Karun (45 m sotto il livello del mare). È abitata da circa 1 milione di persone, per lo più impegnate nella coltivazione di verdure, canna da zucchero, frutta, frumento, olive. Famosa per la grande varietà di specie di uccelli, presenti nell’area grazie all’abbondanza di acqua, El Fayoum conserva numerose ruote di irrigazione e vari siti archeologici: le rovine di Karanis, il Museo Kom-Oshim, la Piramide di Hawara. Tipico è il mercato soprattutto per la sua atmosfera. 

Abydos 
Antico centro di culto di Osiride, cui il faraone Seti I dedicò un imponente tempio con le pareti coperte da scene mitologiche e dalla famosa “lista dei re” antico-egiziani. Poco distante, nel deserto, dove sorgeva una grande necropoli, si innalza il tempio di Ramesse II, con rilievi dipinti ben conservati ed un’importante scena di battaglia descritta da una lunga iscrizione geroglifica. 

Denderah 
Il tempio della dea Hathor, dispensatrice di fertilità, amore e gioia, si innalza al centro di possenti mura di mattoni crudi. All’interno si trovano due mammisi (sacrari dove si celebravano i misteri della nascita divina), un lago sacro per i riti di purificazione, un tempio di Iside-Hathor e le rovine di un’antica chiesa copta. Dalla terrazza posta sul tetto del grande tempio si può ammirare questo imponente complesso archeologico che si stende tra la valle e il deserto. 

Luxor e Karnak 
Omero la chiamò la “Città dalle cento porte” per le innumerevoli carovane di merci che vi giungevano. Gli Egizi la definivano semplicemente “La Città”, mentre i Romani le diedero il più autorevole nome di “Grande città di Dio”. Sono tutti appellativi meritati, visto che l’antica Tebe (Luxor è il nome della località odierna) fu il maggiore centro politico e amministrativo dell’antico Egitto, e nel periodo di maggior splendore (fra il 1551 e il 1070 a.C.) probabilmente la città più importante e popolosa di tutto il mondo antico, con quasi un milione di abitanti. Progressivamente arricchita di monumenti a gloria dei faraoni e della loro potenza, Tebe cadde in rovina a partire dalla dominazione romana. Palazzi e templi vennero poi saccheggiati, distrutti o trasformati in chiese dai cristiani che vi vedevano un simbolo del paganesimo e la città fu progressivamente dimenticata. Riscoperta in tempi recenti per i suoi tesori archeologici, Luxor unisce alle vestigia di un millenario passato la sua realtà di moderno centro commerciale e turistico. Principale motivo di interesse storico-archeologico è il grande tempio in onore di Amon Ra, il dio sole, fatto erigere dal faraone Amenophis III e che era la sede della grande festa del Nuovo Anno, quando l’immagine di Amon vi veniva trasportata dal vicino tempio di Karnak. Contaminato da decori arabi e romani, il tempio venne riportato alla luce dagli archeologi al seguito di Napoleone e progressivamente restaurato. Un grande viale, di cui resta solo qualche traccia, lo collegava al tempio di Karnak, a circa tre chilometri di distanza. L’imponente agglomerato di Karnak, che accosta mura, colonnati, obelischi, sfingi ed edifici di ogni genere, fu sicuramente la massima manifestazione della devozione degli Egizi al dio sole. Le sovrapposizioni e gli “aggiornamenti” che ha subito nell’arco di ben 2000 anni, offrono una straordinaria testimonianza dell’evoluzione degli stili architettonici nell’Antico Egitto. 

Necropoli di Tebe (Luxor)
Solo la grandezza e lo splendore raggiunti da Tebe nel Medio Regno possono giustificare una “città dei morti” così imponente come quella che si può ammirare a pochi chilometri da Luxor, sulla riva occidentale del Nilo. Anche se nel corso dei millenni tantissimi tesori sono stati trafugati, la Necropoli di Tebe costituisce un immenso patrimonio archeologico sotterraneo e un’eccezionale testimonianza dell’ingegno architettonico degli Egizi. Con le sue sterminate gallerie, la Necropoli, o meglio le tante necropoli distinte a seconda della categorie sociali cui erano destinate, è il più vasto sito dell’Egitto. Accolto dai colossi di Memnon, due statue alte quasi 17 metri, che sono quanto resta del tempio funerario di Amenophis III, il visitatore può ammirare vari templi funerari, fra cui quello della regina Hatsehpsut, e molte delle 500 tombe fino ad oggi individuate e classificate che ospitano resti di faraoni, regine e alti funzionari del Regno. Nella Valle dei Re spicca la celebre tomba di Tutankhamon, fonte inesauribile di leggende e misteri grazie agli immensi tesori che vi furono ritrovati, oggi esposti al Museo Egizio del Cairo. Altrettanto affascinanti le tombe di Ramses VI, di Sethi I, di Amenophis II e la Valle delle Regine con la famosa tomba della regina Nefertari, purtroppo non accessibile ai turisti. Il vicino villaggio di Deir El Medina, dove risiedevano operai e artigiani addetti alla costruzione delle tombe e dei monumenti, è l’unico esempio giunto a noi di una struttura cittadina dell’Antico Egitto. Le tombe, per motivi di restauro, sono aperte o chiuse al pubblico a turno, senza alcun preavviso da parte delle autorità locali.

Esna
Nel centro della cittadina sorge il tempio di Khnum, oggi sotto il livello del suolo, alzatosi di circa 9 m nel corso dei secoli per l’accumulo dei detriti e del limo portati dalle piene del Nilo. Del tempio, di epoca greco-romana, rimane soltanto l’imponente sala ipostila con 24 colonne e numerose iscrizioni sulle pareti e sulle colonne, fra cui gli inni “crittografici” a Khnum: due scritti con geroglifici che rappresentano rispettivamente arieti e coccodrilli.

Edfu
Sede di un sito databile tra l’Antico Regno e l’Epoca Tolemaica, ospita un colossale tempio dedicato al dio Horus perfettamente conservato, con la tipica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri ed effetti di ombre e di luci che dovevano essere ancor più straordinari quando i rilievi possedevano i loro colori originali. Ai due lati dell’entrata vi sono due statue a guardia dell’ingresso dell’atrio ipostilo. Le lunghe iscrizioni sulle pareti esterne forniscono numerosi particolari sulla costruzione, mentre la grandiosa successione di rilievi è accompagnata dai testi rituali che narrano come il dio Horus sconfisse il suo nemico Seth.

Kom Ombo
Situato su una piccola altura simile ad un’acropoli, il tempio greco-romano di Kom Ombo è l’unico in Egitto con due ingressi e uno svolgimento parallelo delle sale interne fino ai due santuari. Dedicato a due triadi di divinità, Sobek, Hathor, Khonsu e Haroeris, Tasenetnofret, Panebtaui, conserva sulla parete più interna del secondo corridoio rilievi molto interessanti che rappresentano, tra l’altro, un gruppo di strumenti chirurgici. Il tempietto romano di Hathor, a sud del cortile, è oggi usato per conservare le mummie di coccodrilli sacri trovate in una vicina necropoli.

Aswan
La città fu, nell’antichità, luogo di sosta delle carovane che venivano dall’Africa meridionale. Un’eredità del suo passato commerciale è rimasta nel grande “suq”, il mercato dove si possono acquistare spezie di ogni genere, tessuti e tipici prodotti nubiani. Il centro della città antica e la zona dei templi si trovano all’estremità meridionale dell’isola Elefantina, dove sorge un Museo di Antichità Egiziana. Per visitare le tombe rupestri dell’Antico, Medio e Nuovo Regno, bisogna salire lungo la sponda rocciosa occidentale, da cui si gode un panorama indimenticabile. A sud-est della città si trovano un obelisco incompiuto e un colosso mummiforme quasi ultimato, segno dell’attività delle cave di pietra della zona. La lussureggiante isola di Philae, col tempio dedicato a Iside, è l’attrazione turistica più romantica dell’Egitto. Il tempio, smontato e rimontato sulla vicina isola di Agilkia perché sommerso dalle acque del Nilo, mantiene intatto il suo fascino. La Grande Diga è stata realizzata tra il 1964 e il 1970 per arginare le piene del Nilo: misura 3.600 metri di lunghezza e 111 di altezza. La sua costruzione ha dato origine al lago Nasser, secondo bacino idrico artificiale del mondo per dimensioni, che si spinge per ben 500 chilometri verso sud e misura in media 10 chilometri di larghezza.

Abu Simbel
Destinati ad essere sommersi dalle acque del Nilo, sbarrate dalla nuova diga di Aswan, i templi di Abu Simbel furono smontati e ricostruiti pezzo per pezzo tra il 1964 e il 1968 a circa 300 km dalla posizione originale, grazie ad un intervento internazionale promosso dall’Unesco. I due templi furono fatti costruire dal faraone Ramsete II che, ancora vivente, volle essere onorato come un dio. Il Grande Tempio, dedicato al faraone stesso, è scavato per 55 metri nella roccia con una facciata larga 35 metri: qui si ergono quattro statue alte 21 metri, poste di fronte al sole nascente, che raffigurano Ramsete II con ai piedi la regina, la madre ei figli. Entrando nel Tempio si attraversa lo spettacolare grande atrio con otto pilastri alti 10 metri raffiguranti il re; si entra poi nella prima sala, nel vestibolo e nel sacrario, una stretta cappella con quattro statue di Ramsete II seduto accanto ai numi tutelari delle tre grandi città dell’antico Egitto: Ra-Harkhti di Heliopolis, Ptah di Memphis e Amon-Ra di Tebe. Il Piccolo Tempio, dedicato alla dea Hathor e costruito in onore della moglie Nefertari, ha una facciata alta 12 metri con quattro statue del faraone e due di sua moglie in posizione eretta, con a fianco quelle dei figli.

Situata sulla costa occidentale del Mar Rosso, a 395 km a sud di Suez e a circa 250 km da Luxor, Hurghada ha conosciuto un improvviso sviluppo negli ultimi anni grazie al turismo e ai suoi fondali destinati a fare la gioia degli appassionati di sub e di chiunque si immerga anche solo per qualche minuto. Davanti agli occhi si susseguono distese di funghi madreporici intersecati da ventagli di corallo traforato, torri di roccia che si alzano dal fondo del mare, scogli sotterranei ricoperti da miriadi di gorgonie e di coralli multicolore, innumerevoli specie di pesci che si aggirano fra i relitti adagiati sul fondo. È possibile inoltre ammirare da vicino i bellissimi pesci multicolori del museoacquario, a 5 km a nord della città.

Rilassante e tranquilla, con belle spiagge fronteggiate dalla barriera corallina, Quseir è situata in una piccola baia al termine del Wadi Ambagi, a 140 km a sud di Hurghada e a 220 km da Luxor. Considerata il porto più antico d’Egitto, dove transitavano i pellegrini diretti alla Mecca e le merci provenienti dalla Valle del Nilo, la cittadina conserva alcuni caravanserragli, l’antico forte del sultano Selim del XVI secolo e vari edifici in stile nubiano. All’interno, nel deserto, sorge una curiosa “città fantasma”: un vecchio cantiere per l’estrazione dei fosfati oggi meta di gite ed escursioni.

Scelta da Dio, secondo la tradizione biblica, per comunicare a Mosè le famose Tavole della Legge, la penisola del Sinai ha una lunghissima storia che parte già dal III millennio a.C., poiché gli Egizi ne apprezzavano le ricchezze minerarie, soprattutto di turchese, della regione occidentale. Punto di passaggio di traffici e di commerci fra l’Africa e l’Asia, il Sinai ha visto aumentare la propria importanza strategica, economica e politica con la costruzione del Canale di Suez. Tornato all’Egitto dopo l’occupazione israeliana, si è aperto al turismo grazie alle bellezze naturali, alle splendide spiagge, agli spettacolari fondali del Mar Rosso e alle ricchezze storico-archeologiche, fra cui il sito di Serabit el-Khadim, del II millennio a.C., e lo splendido Monastero di Santa Caterina: una maestosa fortezza circondata da imponenti mura e avvolta da un’atmosfera di rarefatta spiritualità, fatta costruire nella prima metà del VI secolo dall’imperatore Giustiniano, che custodisce fra l’altro 2.000 icone databili dal VI al XIX secolo e oltre 3.000 antichi manoscritti in greco, siriaco e altre lingue orientali, fra cui il preziosissimo “palinsesto siriano” dei Vangeli risalente al IV secolo. Sovrasta il Monastero il Monte Mosè, il mitico Monte Sinai (o Monte della Teofania) dove sarebbe avvenuta la consegna delle Tavole a cui si può accedere attraverso una lunga e ripida scalinata.

Divenuta in pochi anni il più celebre centro balneare del Mar Rosso, sulla punta meridionale del Sinai, Sharm El Sheikh offre uno dei più ricchi e spettacolari ambienti subacquei della terra, con oltre sessanta chilometri di costa, spettacolari formazioni coralline e innumerevoli specie animali. Fra gli angoli più suggestivi va ricordato il braccio di mare di fronte al capo di Ras Mohammed, dove la barriera corallina sprofonda nel blu, mentre a breve distanza della riva due splendidi torrioni di madrepore si innalzano fino alla superficie del mare. Chi si immerge viene circondato dalle più varie specie di pesci che l’eccezionale limpidezza dell’acqua permette di vedere nitidamente anche a grande distanza: dai carangidi argentei agli immobili barracuda, da cernie e tonni di eccezionali dimensioni alle gorgonie, mante, razze e tantissime altre specie. Oltre ad essere un paradiso per i sub, Sharm El Sheikh è l’ideale per trascorrere un indimenticabile periodo di sole, di mare e di relax sulle sue splendide spiagge, come quella di Naama Bay. Gli amanti del divertimento e della mondanità hanno a disposizione innumerevoli ristoranti, ritrovi, locali alla moda, le affollate vie dello shopping e un celebre campo da golf.

Tradotto in italiano, significa oro. Anche se non vi è traccia del prezioso metallo, il nome è stato suggerito dal colore della sabbia che circonda quest’oasi, circondata da spettacolari montagne e abitata dai beduini Muzeini che vivono in capanne di pietra e foglie di palme. A un centinaio di chilometri a nord-est di Sharm El Sheikh, dove il golfo di Aqaba raggiunge la massima larghezza (28 km), Dahab si estende su tre distinte oasi che offrono una sistemazione ideale a chi predilige atmosfere tranquille e informali. Gli appassionati di sub possono ammirare i fondali formati soprattutto da madrepore miste a sabbia e da suggestive pareti verticali fra cui va ricordato il “Blue Hole”, un’ampia spaccatura nella roccia che da 6-8 metri di profondità scende improvvisamente a 50. Fra le escursioni nel deserto, da segnalare l’oasi di Wadi Gnay.

Unico porto nel Sinai da cui si raggiunge Aqaba, Nuweiba è il principale luogo di transito per chi si reca a Petra e una delle più suggestive località del Mar Rosso con lunghe spiagge sabbiose, bei fondali, attrezzati centri sub e ottime strutture ricettive. Da Nuweiba è possibile partire per affascinanti escursioni nel deserto, dal Monastero di Santa Caterina alle remote oasi montane di Ain Furtaga e Ain Hudra. Una curiosità è il cosiddetto Canyon Colorato, chiamato anche Valle Blu dal colore con cui, anni fa, un bizzarro artista svizzero ne ha dipinto le rocce.

Centro balneare al confine fra Egitto e Israele, in prossimità di Eilat, si affaccia sul Golfo di Aqaba con splendide baie e immagini di rara bellezza. A breve distanza è possibile ammirare l’Isola Faraonica, dove si trovano le rovine della famosa cittadella di Saladino, situata in una posizione strategica in quanto collega Egitto, Giordania e Israele.

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