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Per maggiori informazioni, richiesta di disponibilità, prenotazioni, condizioni di partecipazione, scheda tecnica, notizie utili, descrizione delle strutture ricettive e degli itinerari, documenti di espatrio e vaccinazioni, consultare la propria agenzia di viaggi e gli opuscoli in corso di validità, oppure telefonare al numero sopra indicato.

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Nulla più dell’India rimanda a un passato denso di storia, ma che va molto oltre la storia, a una molteplicità infinita ma incessantemente tesa a raggiungere l’unità, a lontananze abissali ma incredibilmente vicine a ciascuno di noi. Per questo, un viaggio in questa terra diventa anche un percorso interiore che ci arricchisce e ci riconduce alla nostra essenza più profonda.

Dubai

Con città brulicanti di vita e villaggi persi fra le sabbie del deserto, migliaia di castelli e di templi, di dei e di re, l’India sembra racchiudere almeno un frammento di tutto ciò che la lunga storia dell’uomo abbia prodotto. Sulle località toccate dagli itinerari di viaggio proposti da Best Tours abbiamo il piacere di fornirvi alcune interessanti informazioni.

AGRA

Il celebre poeta indiano Rabindranath Tagore lo definì “una lacrima sul volto dell’eternità” mentre Rudyard Kipling ne parlava come dell’”incarnazione di tutte le cose pure”. Certo è che la sua bellezza, e soprattutto il fascino romantico che sprigiona dalla circostanze della sua edificazione, sono tali da averlo trasformato in uno dei simboli dell’India facendo di Agra, la città che lo ospita, una meta irrinunciabile per i viaggiatori. Parliamo del Taj Mahal, il favoloso sacrario che secondo la tradizione l’imperatore Shah Jahan dedicò, quale disperato atto d’amore, alla moglie Mumtaz Mahal che morì mentre dava alla luce il loro quattordicesimo figlio. Realizzato fra il 1631 e il 1653, cioè nel periodo d’oro della città, il Taj Mahal è uno straordinario mausoleo che ancora oggi incanta il visitatore con la sua cupola di marmo bianco, i suoi portali, i suoi magnifici giardini e i suoi minareti. Anche se deve la sua fama soprattutto a questa straordinaria costruzione, Agra riserva molti altri motivi di interesse, fra cui l’Agra Fort, una poderosa fortezza risalente al XVI secolo e l’Akbar’s Mausoleum, una spettacolare tomba in marmo e arenaria che custodisce i resti di Akbar il più grande imperatore della dinastia moghul.

BIKANER

Con la sua vivacità, il suo mercato colorito e la sua caratteristica atmosfera di città di frontiera, questo avamposto nel cuore del deserto regala al visitatore sensazioni e momenti di grande piacevolezza. Fondata da un successore di Rao Jodha, la città merita una visita anche per ammirare lo spettacolare Junaghar, un magnifico forte circondato da quasi un chilometro di mura costellate da 37 bastioni e al cui interno sorge il classico dedalo di palazzi, balconi, cortili, torri e chioschi particolarmente suggestivi soprattutto per le loro raffinate decorazioni interne. Da ricordare, oltre allo sfarzoso Lalgarh Palace, tutto in arenaria rossa, il curioso Tempio Karni Mata a Desnok, a circa 30 km a sud di Bikaner, dove i pellegrini accorrono per mettersi in adorazione di migliaia di topi sacri.

DELHI

Secondo la tradizione che la vorrebbe erede diretta della mitica città di Indraprastha, citata nel Mahabharata, avrebbe oltre 3000 anni. Se invece ci si affida a più attendibili e controllabili documentazioni storiche sarebbe di mezzo millennio più giovane. In ogni caso 2500 anni non sono certo pochi, eppure la popolosa, caotica e spesso sconcertante, almeno agli occhi del viaggiatore occidentale, capitale federale dell’India non sembra dimostrare la sua età, se non altro perché nel corso della sua lunga storia sarebbe stata costruita ben otto volte e ciascuna avrebbe scandito una nuova fase della plurimillenaria storia di questo paese. Le ultime due versioni della città sono oggi ben identificate dai nomi di Old Delhi e di New Delhi. La prima, che costituisce una testimonianza della potenza raggiunta dall’impero dei Moghul, risale all’incirca al XVII secolo, mentre la seconda fu voluta due secoli dopo dagli Inglesi che ne fecero la capitale dell’India Britannica. Queste due città rappresentano chiaramente la differenza fra l’India della tradizione e del passato e l’India di oggi con la sue immense risorse oltre ai suoi altrettanto immensi problemi. Se è praticamente impossibile condensare in poche righe anche solo una minima parte di tutto ciò che riserva Delhi, spesso ingiustamente trascurata dal visitatore per il quale costituisce solo il punto di partenza del proprio viaggio, vale senz’altro la pena di effettuare una visita della Old Delhi con l’imponente Red Fort, edificato nel XVII secolo dagli imperatori moghul, e, a New Delhi, un itinerario di scoperta dei tantissimi monumenti e luoghi di interesse che ruotano attorno alla vastissima Connaught Place, cuore pulsante della città nuova.

GOA

Importante porto per i traffici commerciali con l’Arabia nel Medioevo, avamposto orientale del cattolicesimo nel XVI secolo, paradiso degli hippies negli anni ’60, regno indiscusso delle vacanze e del divertimento oggi. Se il volto di Goa ha subito così tante mutazioni nel tempo, qualcosa è rimasto intatto senza perdere nulla del suo fascino: gli oltre 100 km di spiagge fini e bianchissime che si affacciano sulle calde acque dell’Oceano Indiano e che ne fanno il luogo ideale per trascorrere giornate all’insegna del mare, del sole e degli sport acquatici. Se a questo si aggiunge la bellezza dell’entroterra, coperto da una lussureggiante vegetazione interrotta da fiumi che scorrono lenti in un fitto intrico di risaie e di palmeti, si comprende appieno l’irresistibile suggestione che Goa continua ad esercitare sui viaggiatori di tutto il mondo. E se la vita di mare costituisce sicuramente l’attrattiva principale di un soggiorno a Goa, non mancano certo altri elementi di interesse, prima fra tutti l’inconfondibile eredità culturale e architettonica lasciata dal lunghissimo dominio coloniale portoghese e che si ritrova continuamente nelle case bianche, nelle caratteristiche piazzette, nelle chiese fastose e barocche di cui tutta l’area è costellata.

GWALIOR

I ritmi lenti e un pò sonnolenti di questa cittadina non rendono certo giustizia al suo bellicoso passato, quando la poderosa fortezza in cima alla collina attorno a cui sorge l’abitato fu per molti secoli teatro di incessanti battaglie compresa la rivolta indiana contro gli inglesi del 1857 che proprio qui visse uno dei suoi momenti più drammatici. Il maestoso complesso è raggiungibile percorrendo strade adornate da suggestive sculture in pietra. Al suo interno sorgono numerosi templi e palazzi oltre a una prestigiosa scuola privata fondata alla fine del XIX secolo, dedicata all’istruzione dei figli della nobiltà indiana. La città vecchia, abbarbicata ai piedi del forte, sul lato orientale, riserva svariati motivi di interesse fra cui un museo che offre un affascinante spaccato della sfarzosa vita dei maharaja

JAIPUR

Il suo momento magico è al tramonto, quando la vecchia Jaipur, la Città Rosa, appare all’orizzonte leggera e quasi magica. Costruita nel 1727 dal re astronomo Sawai Jai Singh II che si ispirò ai precetti di un antico trattato di architettura indù, il Shilpa Shastra, Jaipur ha conosciuto il suo periodo di maggior splendore nel XVIII secolo. La tonalità rosa che la rende inconfondibile è però frutto di un intervento successivo, quello del maharaja Ram Singh che nel 1876 fece dipingere gli edifici di questo colore, simbolo dell’ospitalità e della pace, per accogliere degnamente il principe di Galles e futuro re d’Inghilterra Edoardo VII. La città vecchia, situata nella parte nord orientale dell’abitato, è un vero capolavoro urbanistico con la sua perfetta divisione in rettangoli ciascuno dei quali dedicato a una precisa attività commerciale. Fra i monumenti di maggior interesse si ricordano l’Iswari Minar Swarga Sal (letteraralmente il “Minareto che buca il cielo”), edificato dal figlio di Singh, l’Hawa Mahal, una spettacolare struttura ad alveare in roccia calcarea di colore rosa, il City Palace, un ampio complesso di edifici, cortili e giardini e lo Jantar Mantar, un bizzarro osservatorio astronomico. Vero capolavoro dell’architettura del Rajasthan, il forte Amber deve i suoi natali al maharaja Man Singh che ne intraprese la costruzione nel 1592. Abbarbicato sul versante roccioso di un monte a 11 km da Jaipur e raggiungibile a piedi o con una più suggestiva passeggiata a dorso di elefante, questo palazzo fortificato dalle caratteristiche tonalità rosa colpisce per la sua imponenza e ospita fra l’altro i raffinati appartamenti del maharaja, un piccolo tempio e un museo. Interessante anche la visita dell’affascinante Tempio del Sole a Galta, a soli 3 km da Jaipur: un’imponente costruzione arroccata su un aspro massiccio roccioso.

JAISALMER

Forse in nessun altro luogo dell’India come a Jaisamer si ha l’impressione di venire magicamente trasportati indietro nei secoli e quasi ci si attende di veder comparire drappelli di cavalieri pronti all’assalto o più pacifiche carovane di mercanti in arrivo o in partenza per la Cina o l’Arabia. Una sensazione più che giustificata se si pensa che questa leggendaria roccaforte nel cuore del deserto del Thar può vantare una storia millenaria che ha visto alternarsi momenti di splendore e di oblio, di ricchezze e di distruzioni. Il cuore di Jaisalmer è la splendida fortezza situata sulla collina di Trikuta, circondata da una poderosa cinta muraria e rinforzata da 99 bastioni tondeggianti. L’interno della fortificazione, un dedalo di vie e vicoli strettissimi scavati nell’arenaria, ospita, fra l’altro, il raffinato Palazzo del Maharaja, un affascinate complesso di sette templi giainisti, un tempio indù e svariate haveli, antiche residenze nobiliari caratterizzate da eleganti decorazioni e da splendidi affreschi.

JHANSI

Anche se oggi costituisce soprattutto un luogo di transito, questo piccolo centro che vide le gesta della coraggiosa regina Rani Lakshmibai, considerata un’eroina della resistenza agli inglesi, merita comunque una puntata per visitare il bel forte costruito nel XVII secolo dal maharaja Bir Singh Deo e il cui fossato si dice fosse un tempo popolato di coccodrilli.

JODHPUR

Antica capitale del regno dei Rathore, un tempo noto con l’inquietante appellativo di Regno della Morte, oggi Jodhpur non incute certo paura al visitatore che resta piuttosto colpito dalla sua animazione e dalla sua atmosfera vivace e caotica. Fondata nel 1459 da Rao Jodha, capo di una ricca e potente tribù locale, la città offre i suoi maggiori motivi di interesse nella parte antica, dominata dalla maestosa Torre dell’Orologio e percorsa da stradine tortuose costeggiate da case colorate di azzurro su cui si affacciano botteghe dove è possibile trovare una straordinaria varietà di profumi, spezie e vestiti dai colori sgargianti, fra cui i caratteristici pantaloni rigonfi tipici proprio di questa zona. Oltre allo shopping, la visita della città permette di ammirare notevoli monumenti, fra cui il suggestivo Meherangarh, il ”Forte Maestoso”: una imponente costruzione cui si accede attraverso sette porte costruite in periodi e occasioni diverse e il cui interno è costituito da un fitta rete di cortili e palazzi.

KHAJURAHO

Celebre soprattutto per le sensuali sculture che ornano i suoi templi, questa città è stata fondata, secondo la leggenda, da Chardravardam, il figlio del dio luna Chandra, e conserva 25 dei suoi 85 templi originari, costruiti fa il X e l’ XI secolo e divisi in tre gruppi: i templi del gruppo occidentale, i templi del gruppo orientale e quelli del gruppo meridionale. Dominati da mirabili sculture scolpite nella pietra, in cui l’abbondanza di immagini femminili a carattere erotico ispirati agli insegnamenti del Kamasutra è tuttora molto discussa dagli studiosi, i templi affascinano il visitatore per la maestria con cui sono stati scolpiti non meno di quanto colpiscano e incuriosiscano per il loro contenuto.

COCHIN

Chi desidera una vera immersione nel passato coloniale indiano non può rinunciare a visitare Cochin. Secolare punto d’incontro di mercanti e viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, questa città è la testimonianza vivente delle molteplici influenze che hanno attraversato e plasmato l’India nei secoli: dalle sinagoghe alle moschee, dalle gigantesche reti da pesca importate dai cinesi alle fatiscenti case costruite dai portoghesi, fino alla scoperta di angoli che ricordano le città olandesi e la campagna inglese. Affacciata sul caldo mare tropicale del Malabar, Cochin è costituita dalla moderna e convulsa Ernakulam sulla terraferma, che costituisce uno dei principali centri commerciali del Kerala, e da un insieme di isolette e penisole dove sorgono le due località più suggestive: Fort Cochin e Mattancherry. Si tratta di due antichi e tranquilli centri che rievocano ad ogni angolo un passato ricco di storia e di cui hanno conservato interessanti testimonianze come la St Francis Church, la più antica chiesa costruita dagli Europei in India, risalente al 1503, e l’antico quartiere ebraico, sede di secolari attività commerciali, dove il profumo pungente delle spezie si diffonde fra anguste viuzze costeggiate da edifici dall’età indefinibile.

KOVALAM

Nonostante l’affollamento turistico, soprattutto nei mesi estivi, questa località balneare, la più nota e frequentata di tutto il Kerala, conserva un grande fascino soprattutto per le sue belle spiagge sabbiose e per il suo entroterra dominato da un rilassante panorama di palme e di risaie. Ideale per un soggiorno dedicato alla vita di mare, Kovalam riserva, a chi si spinge qualche chilometro fuori dall’abitato, spiagge meno affollate e panorami di notevole fascino.

KUMARAKOM

Gli appassionati di “Bird Watching” non possono rinunciare alla visita di questa tranquilla e rilassante cittadina sulle rive del Vembanad Lake nel Kerala meridionale. Infatti, la città ospita l’interessante Kumarakom Bird Sanctuary, uno spazio adibito a rifugio di numerose specie di uccelli sia stanziali che migratori: dai falchi di palude alle aquile delle steppe, dai marangoni dal ciuffo alle sgarze indiane. A Kumarakom, come in altre città del Kerala, è possibile inoltre provare la curiosa esperienza di trascorrere qualche giornata su una casa galleggiante percorrendo le cosiddette backwaters, cioè gli oltre 900 chilometri di acque interne che costeggiano i litorali, che talvolta entrano in profondità nell’interno.

LACCADIVE

Se tutta l’India è un inno alla tradizione in nessun luogo come nelle Laccadive il tempo sembra essersi fermato e la vita appare scorrere scandita da ritmi e tradizioni rimaste inalterate nei secoli. Questo pugno di 36 isole coralline coperte da una lussureggiante vegetazione, di cui solo 10 abitate da comunità di religione islamica dedite alla pesca e alla lavorazione delle fibre di cocco, sono state infatti fra i luoghi più irraggiungibili dell’India. Ultimamente solo alcune di queste isole si sono aperte, sia pure molto timidamente, ai visitatori stranieri cui riservano soprattutto lo straordinario spettacolo dei suoi fondali: un’area di 4200 kmq di lagune incontaminate e di calde acque tropicali che custodiscono una barriera corallina fra le meglio conservate e fra cui guizza una fauna sottomarina di eccezionale varietà e bellezza.

MANDAWA

Ottima base di partenza per escursioni nel Rajasthan orientale, Mandawa è una caratteristica cittadina che lascia trasparire a tutt’oggi la sua origine schiettamente commerciale. Infatti, venne fondata nel XVIII secolo dalle più potenti famiglie di mercanti della zona che in seguito provvidero anche a dotarla di solide fortificazioni. La città conserva alcune suggestive haveli con interessanti affreschi originali, spesso trasformate in alberghi, e svariati baori: antichi pozzi a scalini con vari piani e gallerie.

ORCHHA

I fedeli di Rama, convinti che il dio mantenga tuttora la sua dimora nel Ram Jam Temple, si affollano al tramonto per cantare incessanti inni in suo onore sotto lo sguardo impassibile degli avvoltoi appollaiati sulle guglie dei templi, mentre tutto attorno la giungla sembra voler inghiottire qualunque cosa. Fedele al significato del suo nome che significa “luogo nascosto”, questa cittadina dalle strade fatiscenti e costellata di antichi palazzi sgretolati ed erosi dal tempo emana un indiscutibile fascino soprattutto per i suoi numerosi templi, meta di frequenti pellegrinaggi da parte dei fedeli indù. Fra questi, oltre al Ram Jam Temple con la sua cupola rosa e oro, il massiccio Chaturbhuj Temple. Interessanti anche i cenotafi, antiche tombe reali, quasi nascosti fra la vegetazione a 500 m a sud del villaggio.

TRIVANDRUM

Costruita su sette colli, l’attuale capitale del Kerala non possiede certo il fascino della città eterna, ma è un caratteristico centro abitato, soprattutto nella parte più antica caratterizzata da un’atmosfera tranquilla e rilassata, dove si possono ammirare edifici con la tipica forma di pagoda. Fra i luoghi di maggior interesse, un grande tempio dedicato al dio Padmanabha che costituisce il cuore spirituale della città e l’antico palazzo del maharaja che rispecchia l’architettura tradizionale del Kerala con soffitti in legno intagliato e belle sculture in marmo.

UDAIPUR

Raffinata e romantica, pervasa da un profumo di seduzione e di mistero, città prediletta da re e principi per i loro soggiorni, la splendida Udaipur deve la sua fortuna soprattutto al delizioso laghetto attorno a cui è stata costruita. Fondata nel 1559 dal maharaja Udai Singh II, un tempo conosciuta con il nome di Mewar, fu infatti edificata sulle rive del Pickola Lake che venne successivamente ampliato con la costruzione di una diga. All’interno dello specchio d’acqua sorgono due isole mentre le sue sponde sono circondate da eleganti edifici fra cui spicca il bellissimo City Palace: un imponente complesso architettonico che, pur costruito in epoche diverse, mantiene una sorprendente armonia stilistica, e dalle cui terrazze è possibile godere di un’incantevole vista sul lago. Palazzi e templi, tutti di grande bellezza, caratterizzano in ogni caso l’intera città che è oggi anche una delle mete preferite del jet-set internazionale.

VARANASI

Nota con un’infinità di nomi, i più celebri sono Benares e Kashi che letteralmente significa”città della vita”, questa località è uno dei simboli delle spiritualità indiana, meta di pellegrini soprattutto indù che vi giungono da ogni parte del Paese per purificarsi nelle acque del suo fiume sacro, il Gange, o per accompagnare i propri cari verso la reincarnazione. Considerata la città sacra del dio Shiva, Varanasi affonda le sue origini più nella leggenda che nella storia: le prime notizie certe risalgono al 1400 a.C., ma secondo alcuni sarebbe una delle città più antiche del mondo. Cuore di Varanasi ed elemento di maggiore attrazione sono i “ghat”, lunghe file di scalinate che scendono dall’abitato verso la riva occidentale del Gange, dove i fedeli si immergono in acqua, anche se alcuni ghat vengono espressamente dedicata alla cremazione dei defunti. Fra gli innumerevoli templi di cui Varanasi è costellata, merita sicuramente una visita il Vishwanath Temple, dedicato a Shiva, le cui torri a cupola sono rivestite da ben 800 kg di oro. Di grande fascino anche un’escursione in barca sul Gange.

 

IMPORTANTE

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