Mappa Marocco

Marocco

Terra di Kasbah e di antichi imperi

Lieve e garbata l'anima del Marocco aleggia sui tetti verdi d'una ridente città, tra le innevate cime lontane, nelle soffici dune del deserto, lungo la costa atlantica dalle spiagge larghe e vellutate, sulle grandi ali spiegate delle onde, dentro il marabutto biancheggiante all'orizzonte, nel fluire del fiume sotto i bastioni di una kasbah, sugli steli d'agave offerti alla fioritura, tra le palmette nane che le donne recano sul capo in grandi fasci: nel sorriso dolce dei suoi bambini è l'anima del Marocco soave e onnipresente.

Situata in una grande oasi, quasi alle pendici della catena montuosa dell'Alto Atlante, la città imperiale di Marrakech è una sorta di città giardino grazie alla sua straordinaria ricchezza di verde, costituito da aranci, cipressi, ulivi, palme, oleandri e bouganville. Come sempre, la parte più interessante della città è quella vecchia, cinta da mura di terra rossa e ricca di monumenti, tra cui la moschea di Koutoubya, la cui costruzione iniziò probabilmente attorno al 1150 ad opera della nuova dinastia almohade e completata alla fine di quel secolo dal sultano Yaqub al Monsour. Stupendo esempio di arte moresca ricca di decorazioni e fregi in maiolica bianca, turchese e blu, la moschea è celebre soprattutto per il suo minareto alto 70 metri e riconoscibile da lontano ad ogni ora del giorno: al mattino quando fa corpo con il portico della moschea, a mezzogiorno quando è solo una sagoma quasi impossibile da fissare per il riverbero del sole e alla sera sotto la luce dei proiettori.
Jemaa El Fna è la celebre piazza principale di Marrakech, porta d'accesso alla Medina con il suo inestricabile intrico di vicoli e vialetti. La piazza, affollata da un'umanità multietnica di arabi, berberi, africani e turisti europei, è un caravanserraglio che ha mantenuto intatti i sapori del passato, con i mangiatori di fuoco, i saltimbanchi dalle vesti variopinte, gli incantatori di serpenti, i musicisti ambulanti. Durante la giornata la piazza è praticamente un enorme mercato con bancarelle che vendono prodotti di ogni tipo, fra cui tappeti, stoffe, mobili, gioielli, oggetti di radica, pelletteria e antiquariato sopraffino a prezzi a volte veramente convenienti. Di sera invece le bancarelle dei mercanti lasciano il posto a chioschi con panche dove è possibile mangiare cibi preparati al momento ascoltando cantastorie e musicisti ambulanti. Tra una bottega e l'altra compaiono all'improvviso squarci di storia, come la moschea Ben Youssef a nord e quella di Mouassin a sud. Come contrappunto alla folla e all'animazione dei souk, Marrakech offre delle autentiche oasi di pace come i freschi giardini della Mamounia, della Menara o del Palais della Bahia dove è piacevole oziare all'ombra degli olivi specchiandosi nelle acque delle vasche. Marrakech è anche un'ottima base per escursioni verso l'Atlante o verso l'Oceano.

Se Rabat è la capitale politica del Marocco e Casablanca quella economica e finanziaria, Fes è sicuramente quella culturale. Fondata, secondo la tradizione, da un discendente di Maometto nell'anno 808, Fes fu teatro di molte e complesse vicende storiche legate al succedersi delle varie dinastie che hanno governato il Marocco nei secoli. Già città imperiale e capitale del Regno, è chiamata la "Firenze del Maghreb", oltre che per il giglio che ne è il simbolo, per la straordinaria ricchezza di monumenti e di testimonianze di incomparabile valore storico e artistico. Fra queste, la moschea di Karaouiyne, fondata da una donna nell'862 d.C. e sede di una delle più antiche università del mondo, frequentata per secoli da studenti non solo arabi ma anche europei. Il vero tesoro di Fes è indubbiamente la sua Medina, la più grande del Marocco, di una bellezza veramente incomparabile al punto che l'Unesco l'ha posta sotto la sua protezione inserendola nell'elenco dei luoghi di maggior interesse culturale del mondo. Basta infatti oltrepassare una delle porte d'accesso alla Medina per trovarsi in un altro mondo, quello magico e misterioso dell'oriente che svela qui tutti i suoi incanti e dove, nei dedali di viuzze, il tempo sembra essersi fermato.
Tantissimi i luoghi da ammirare, come la Medersa Bu'Inayna, una scuola coranica risalente alla metà del XIV secolo con annessi gli alloggi per gli studenti, le moschee di Jamaa Al-Achiakh, Jamaa Achourafa e Jamaa Al-Andalous e i palazzi meravigliosamente intarsiati dalle ceramiche e dagli incanti della scrittura araba. Di grande fascino anche il Palazzo Reale, che si può ammirare solo dall'esterno essendo vietato l'accesso ai visitatori e recentemente arricchito da magnifiche porte dorate realizzate fra il 1969 e il 1972. Da non perdere il souk dei tintori, dove gli artigiani esercitano la loro professione chini sulle tinozze colorate di tinture.

Immortalata dal cinema e accompagnata da un alone di fascino quasi leggendario, Casablanca è oggi la città più grande dell'Africa dopo Il Cairo ed è il centro vitale dell'economia del Marocco, di cui rispecchia ovviamente tutti i contrasti e le contraddizioni. Fondata dai portoghesi nel 1575 ma abbandonata quasi subito dopo per via dei continui attacchi delle tribù circostanti, la città risorse a nuova vita solo a partire dal XIX secolo e soprattutto dal 1911 quando il Marocco divenne un protettorato francese. Con un porto fra i più grandi e moderni del continente, con gli ampi viali e la celebre "Corniche" sul mare che sembrano tagliarla a fette, Casablanca ha un aspetto più che mai vivo e moderno e presenta svariati motivi di interesse per il visitatore. Fra questi, la centralissima piazza Mohammed V, vero e proprio cuore della città, incorniciata da sontuosi hotel, il Palazzo reale e la nuovissima moschea Hassan II, la più grande del mondo, capace di contenere al suo interno oltre ventimila fedeli, celebre per il suo altissimo minareto di 210 metri che funge anche da faro per il porto. Metropoli animata e cosmopolita, Casablanca non delude gli amanti della vita mondana e offre un gran numero di ristoranti, locali notturni, cinema e discoteche.

Città imperiale e capitale del regno, dominata da un'atmosfera che ispira calma, bellezza e serenità, nonostante le sue origini guerriere di città fortezza, Rabat sorge sull'Atlantico lungo la riva sinistra dell'estuario del fiume Bou Regreg ed è collegata da un ponte a Salè, un popoloso sobborgo divenuto negli anni praticamente un'altra città. Costellata da alberi e fiori, monumenti romani e cartaginesi, è una città moderna e ordinata che nello stesso tempo è riuscita a preservare le sue antiche e nobili tradizioni, tipiche delle città imperiali marocchine, di cui è testimonianza l'antica Medina che conserva tracce delle più antiche civiltà che vi sono succedute a partire dai Fenici. Fra i luoghi di maggior interesse, il Palazzo Reale circondato da una muraglia interrotta da tre grandi entrate e al cui interno sorge la moschea Ahl-Fas, la Kellah, ricca di testimonianze romane, la moschea di Merinida con il suo minareto, la torre Hassan, alta 44 metri. Grazie alla grande passione per il golf del defunto re Hassan II, la città ospita anche uno dei campi più belli del mondo, il Dar Es Salam.

Fra i tanti motivi per cui Meknès merita sicuramente una visita, c'è la presenza della moschea che custodisce la tomba di Moulay Ismail, il primo sovrano della dinastia alaouita, l'unica a cui hanno accesso anche i non musulmani. Fondata dalla tribù di Meknassa intorno all'ottavo secolo, divenuta particolarmente fiorente a partire dal XII secolo al tempo del sultano Abdelmoumen, Meknès visse il suo periodo d'oro sotto il lungo regno di Moulay Ismail che ne fece la capitale
del Marocco nei decenni a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo e la arricchì di raffinati monumenti così da farle guadagnare l'appellativo di "Versailles del Marocco". Pur essendo rimasto complessivamente poco di quel periodo di splendore, come i Granai vicino al bacino idrico artificiale di Agdal, il Mausoleo del Grande Sultano e il Palazzo Reale, Meknès è una piccola perla incastonata fra dolci colline ornate da vigne, ulivi e sugheri e conserva preziose testimonianze dell'arte e dell'architettura islamica. Fra queste, la Bab El Mansour, una splendida porta ornamentale fine-mente decorata. La Medina abbonda di souk che offrono ogni genere di mercanzia, dall'henné in tutte le sue tinte ai profumi, dai tappeti ai tessuti.

Il fascino di Ouarzazate inizia ancor prima di giungervi. Il percorso, che scala le montagne dell'Atlante per poi rituffarsi nel deserto, tagliato però da un lungo fiume che lo attraversa come un nastro verde di palmizi e fiori, offre squarci di bellezza impareggiabile.
Piccolo e incantevole centro a sud est di Marrakech, situato nella Valle del Dadès all'incrocio con la Valle del Draa, ottima base di partenza per escursioni nel deserto, Ouarzazate affascina il visitatore con le sue caratteristiche mura di terra rossa che, al tramonto, riflettono sulla città una luce calda e ovattata. Il clima, secchissimo, rende agevolmente sopportabili il caldo e il sole. Caratteristica della città è la pressoché totale mancanza di arabi. Sono i berberi, ma soprattutto i tuareg, i veri signori di Ouarzazate. A breve distanza dal centro abitato sorgono numerosi studi cinematografici, ancora in uso, dove vennero girate molte pellicole ambientate nel deserto fra cui il celebre Lawrence d'Arabia.

Perennemente baciata dal sole e affacciata su una celebre spiaggia di sabbia finissima lunga oltre dieci chilometri, Agadir ha saputo risorgere brillantemente dal terribile terremoto che la devastò nel 1961, che ha purtroppo cancellato gran parte delle costruzioni più antiche di cui resta solo qualche traccia, come alcune moschee diroccate e le rovine dell'antica kasbah in cima alla collina di Cap Ghir. Ricostruita in modo funzionale e gradevole, con rigorosi criteri antisismici e lontano dai punti più a rischio, Agadir è oggi il più famoso e rinomato centro turistico e balneare del Marocco.
Numerosi alberghi ed eccellenti ristoranti con prelibate varietà di pesce e frutti di mare sono in grado di accogliere le migliaia di visitatori e villeggianti che ogni anno si riversano sulle sue lunghe spiagge, dove ci si può abbronzare in qualunque mese e praticare molti sport acquatici. Caffè, discoteche e locali di ogni tipo rendono particolarmente vivace e animata la vita notturna della città, che è anche un ottimo punto di partenza per interessanti escursione nella zona interna dell'anti Atlante e verso le propaggini del Sahara occidentale.

Fondata dai Fenici e trasformata dai Romani in un fiorente centro per l'estrazione della porpora dai molluschi, rifugio dei pirati nel XVI secolo e vivace centro commerciale nei periodi successivi, paradiso degli hippies e degli artisti negli anni '60, Essaouira è sicuramente la città più pittoresca della costa atlantica e una delle più suggestive di tutto il Marocco. Con le sue case bianchissime, dalle porte e finestre dipinte di turchese e con i bastioni che guardano direttamente sul mare, la città si affaccia su un'immensa spiaggia, meta ideale per lunghe passeggiate a cavallo. La parte vecchia, con le sue strade costruite a reticolo, riserva ad ogni angolo piacevoli sorprese: un caratteristico mercato con i banchi straripanti di pesce fresco, le fornitissime e coloratissime botteghe delle spezie, la via dei gioiellieri, un tempo il quartiere più ricco della città.
Merita una visita il Museo Sidi Mohammed ben Abdallah dedicato alle arti e alle tradizioni regionali e al cui interno si possono ammirare, fra l'altro, collezioni di strumenti musicali, gioielli, tappeti e costumi cittadini. Per chiudere piacevolmente la giornata, niente di meglio di una passeggiata serale sulla "Sqala", l'antica fortificazione costruita dai Portoghesi che offre una splendida vista sulle prospicienti isole Purpuraires.

La sua antica vocazione di "porta del deserto" è ben confermata dallo storico cartello, sicuramente il più fotografato dai turisti, che indica "Timboctou 52 jours", cioè il tempo che era necessario alle carovane dei beduini per raggiungere la mitica città africana dall'altro lato dell'immensa distesa sahariana.
Ancora oggi, il villaggio di Zagora, posto su una brulla sommità di fronte alla splendida Draa Valley e attorniato da una sterminata spianata rocciosa percorsa dal grande vento del Sahara, è un'ottima base di partenza per chi intende avventurarsi in un'affascinante escursione nel deserto.

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