Sabbie ocra che si tuffano in acque cristalline da cui traspaiono incredibili varietà di colori e forme. È il Mar Rosso: un’eterna estate stretta tra l’Africa nord-orientale, la penisola arabica e il Sinai, dove un isolamento che dura dalle età più
remote ha permesso il proliferare di una fauna ed una flora marine uniche al mondo
  
IL SEGRETO DEL MAR ROSSO PIÙ AUTENTICO
Per chi ricerca la tranquillità, le atmosfere e i sapori più autentici di quelli offerti dalle località più note e piene di vita e di animazione, Best Tours ha “scoperto” anche le località più affascinanti e meno frequentate del Mar Rosso: Salh Hasheesh, Quseir, Soma Bay, Port Ghalib, proponendo solo le strutture ricettive più confortevoli, tutte situate in posizioni privilegiate, offrendo un’assistenza personalizzata, difficilmente imitabile.
Meta prediletta per chi desidera trascorrere giornate incantevoli su una delle coste più affascinanti, il Mar Rosso offre acque cristalline, magnifiche spiagge e l’incantevole spettacolo di una barriera corallina dagli infiniti colori. Sulle località toccate dai soggiorni e dalle escursioni proposte da Best Tours abbiamo il piacere di fornirvi alcune interessanti informazioni.
SINAI
Per essere poco più di un arido fazzoletto di terra, la penisola del Sinai ha goduto di un privilegio tutt’altro che trascurabile: essere scelta da Dio, stando ovviamente alla tradizione biblica, per comunicare a Mosè le famose Tavole della Legge e divenire così uno dei luoghi sacri per eccellenza delle grandi religioni monoteiste. In realtà, la fortuna del Sinai è di ancor più lunga data e già dal III millennio a.C. gli Egizi ne apprezzavano le ricchezze minerarie, soprattutto di turchese, situate nella regione occidentale. Punto di passaggio per millenni dei traffici e dei commerci fra l’Africa e l’Asia, il Sinai ha visto aumentare la propria importanza strategica, economica e politica con la costruzione del Canale di Suez. Tornato all’Egitto dopo gli anni dell’occupazione israeliana, si è aperto progressivamente al turismo grazie alle sue bellezze naturali, alle splendide spiagge e agli spettacolari fondali del Mar Rosso e alle notevoli vestigia storico-archeologiche che custodisce. Geograficamente divisibile in tre zone, l’area pianeggiante a nord verso il Mediterraneo, l’arida regione interna e quella montuosa a sud, il Sinai offre al visitatore numerosi motivi di interesse. Fra questi, il sito archeologico di Serabit el-Khadim dove all’inizio del II millennio a.C gli Egiziani costruirono un tempio dedicato ad Hathor, successivamente ampliato nel corso del Nuovo Regno e affiancato da un tempietto in onore di Soped, il dio del Deserto Orientale. La vera “perla” del Sinai è però lo splendido Monastero di Santa Caterina, eretto nella prima metà del VI secolo per volere dell’imperatore Giustiniano e divenuto oggi, dopo un secolare isolamento, meta di viaggiatori affascinati dall’atmosfera di rarefatta spiritualità che vi si respira. Questa maestosa fortezza, circondata da imponenti mura alte dai 12 ai 15 metri, ospita una vera e propria cittadella religiosa di eccezionale bellezza, con luoghi di culto, abitazioni, laboratori, biblioteche. Fra i tesori che custodisce, 2000 icone che coprono uno spazio di tempo dal VI al XIX secolo e oltre 3000 antichi manoscritti in greco, siriaco e altre lingue orientali, fra cui il preziosissimo “palinsesto siriano” dei Vangeli risalente al IV secolo. Sovrasta il Monastero il Monte Mosè, il mitico Monte Sinai (o Monte della Teofania) dove sarebbe avvenuta la consegna delle Tavole e a cui si può accedere a dorso di cammello o attraverso una lunga e ripida scalinata.
SHARM EL SHEIKH
Non si diventa in pochi anni, partendo dal nulla, una delle più rinomate mete del turismo internazionale senza avere qualcosa di veramente unico da offrire. Sharm El Sheikh, il più celebre centro balneare del Mar Rosso, situato sulla punta meridionale del Sinai, ha dalla sua uno dei più ricchi e spettacolari ambienti subacquei della terra. Con oltre sessanta chilometri di costa, con le sue spettacolari formazioni coralline e le sue innumerevoli specie animali, l’area di Sharm El Sheikh permette di cogliere un ambiente marino tropicale nel pieno del suo splendore. Fra gli angoli più suggestivi va ricordato il braccio di mare di fronte al capo di Ras Mohammed, dove la barriera corallina sprofonda nel blu, mentre a breve distanza dalla riva due splendidi torrioni di madrepore si innalzano fino alla superficie del mare. Chi si immerge viene subito circondato dalle più varie specie di pesci che l’eccezionale limpidezza dell’acqua permette di vedere nitidamente anche a grande distanza: dai carangidi di colore argenteo agli immobili e sospettosi barracuda, da cernie e tonni di eccezionali dimensioni alle gorgonie, mante, razze e tantissime altre specie. Oltre ad essere un vero paradiso per i sub, Sharm El Sheikh lo è anche per chi desidera unicamente trascorrere un indimenticabile periodo di sole, di mare e di relax assoluto, magari sulla splendida spiaggia di Na’ama Bay, la più esclusiva della zona. Restano sicuramente soddisfatti anche gli amanti del divertimento e della mondanità: gli innumerevoli ristoranti, i ritrovi, i locali alla moda, le affollate vie dello shopping e l’ormai celebre campo da golf riescono veramente a soddisfare tutti i gusti e tutti gli interessi. Punto di partenza per belle escursioni nel deserto, fra cui la visita al Monastero di Santa Caterina, Sharm El Sheikh è inevitabilmente soggetto ai capricci di questo tanto affascinante quanto imprevedibile vicino.
DAHAB
Tradotto in italiano significa oro. Anche se non vi è alcuna traccia del prezioso metallo, il nome è stato suggerito dal particolare colore della sabbia che circonda quest’oasi, circondata da spettacolari montagne e abitata dai beduini Muzeini, una singolare stirpe di nomadi che non vivono in tende, ma in capanne costruite con pietre e foglie di palme. Situato a un centinaio di chilometri a nord-est di Sharm El Sheikh, nel punto in cui il golfo di Aqaba raggiunge la sua massima larghezza (28 km), l’agglomerato di Dahab si estende su tre distinte oasi dove la vita scorre con ritmi lenti e rilassati, offrendo una sistemazione ideale al turista che predilige le atmosfere tranquille e informali. Non mancano motivi di interesse anche per gli appassionati di sub, che possono ammirare bei fondali costituiti soprattutto da madrepore miste a sabbia e da suggestive pareti verticali fra cui il “Blue Hole”: un’ampia spaccatura nella roccia che da 6-8 metri di profondità scende improvvisamente a 50.
NUWEIBA
Unico porto sul Sinai che permette di raggiungere Aqaba, Nuweiba non è solo il principale luogo di transito per tutti coloro che si recano a visitare Petra, ma anche una delle più suggestive località del Mar Rosso, con lunghe spiagge sabbiose, bei fondali in cui effettuare escursioni, attrezzati centri sub e ottime strutture ricettive. Da Nuweiba, che si trova a circa 150 km da Sharm El Sheikh, è possibile partire per affascinanti escursioni nel deserto, dal Monastero di Santa Caterina alle più remote oasi montane di Ain Furtaga e al cosiddetto Canyon Colorato.
HURGHADA Soma Bay
Situata sulla costa occidentale del Mar Rosso a 395 km a sud di Suez e a circa 250 km da Luxor, Hurghada è un’assolata e gradevole località che ha conosciuto un improvviso sviluppo negli ultimi anni grazie al turismo e che ripaga la mancanza di monumenti di particolare interesse con un mare e con dei fondali destinati a fare la gioia degli appassionati di sub come di chiunque voglia immergersi anche solo per qualche minuto. Davanti agli occhi si susseguono distese di funghi madreporici intersecati da ventagli di corallo traforato, torri di roccia che si alzano dal fondo del mare, scogli sotterranei ricoperti da miriadi di gorgonie e di coralli multicolore, innumerevoli specie di pesci che amano aggirarsi fra i non pochi relitti adagiati sul fondo del mare. Chi avesse paura del mare, può comunque ammirare da vicino i bellissimi pesci multicolori dell’acquario cittadino.
PORT GHALIB
Situato in uno degli angoli più suggestivi della costa sud-occidentale del Mar Rosso, fra spiagge e un’incontaminata barriera corallina, Port Ghalib ospita un rinomato complesso turistico che comprende fra l’altro eleganti alberghi, una splendida marina, una suggestiva promenade costeggiata da boutique, ristoranti e locali di ogni tipo, attrezzature sportive, strutture dedicate al benessere e un prestigioso business center. Proprio per la ricchezza e la varietà dei servizi che offre, compresa la vicinanza all’aeroporto internazionale di Marsa Alam a soli 5 minuti di distanza, Port Ghalib è la soluzione ideale per accogliere le più diverse categorie di viaggiatori: dalle famiglie agli sportivi, dai giovani agli uomini d’affari.
QUSEIR
Rilassante e tranquilla, questa cittadina situata in una piccola baia al termine del Wadi Ambagi, a 140 km a sud di Hurghada e a 220 km da Luxor, è la meta ideale per chi desidera assaporare l’atmosfera più autentica del Mar Rosso e non ama le località più frequentate e alla moda. Dal suo porto, a quanto pare il più antico d’Egitto, transitavano un tempo i pellegrini diretti alla Mecca e tutte le merci provenienti dalla Valle del Nilo. Testimonianza di questa intensa attività passata, che contrasta con l’atmosfera sonnolenta di oggi, sono alcuni caravanserragli ancora esistenti, l’antico forte del sultano Selim risalente al XVI secolo, caduto successivamente in rovina e restaurato dai francesi nel 1798, e alcuni interessanti edifici in stile nubiano. Aperta solo recentemente al turismo, Quseir offre tranquillità, belle spiagge e uno scorcio suggestivo di barriera corallina.
IL CAIRO
Caotica e affascinante, antichissima e modernissima, Il Cairo, che in arabo significa “La vittoriosa”, è la capitale della Repubblica Araba d’Egitto. Fondata in epoca faraonica con il nome di Heliopolis, questa metropoli con i suoi 17 milioni di abitanti ha sedimentato in sé, nei secoli, testimonianze e retaggi delle culture e delle religioni più diverse. Oltre all’area di Giza e delle piramidi alla periferia della città, il miglior punto di partenza per una visita che voglia ripercorrerne la storia in ordine cronologico è sicuramente il Museo Egizio, dove è custodita una quantità impressionante di testimonianze e reperti della civiltà egiziana. Il più ammirato è sicuramente l’eccezionale tesoro trovato nella tomba di Tutankhamon, che comprende manufatti di valore inestimabile, come la maschera d’oro del faraone, un gioiello dotato di una forza quasi magnetica di attrazione, capace di distogliere lo sguardo del visitatore da ogni altro oggetto esposto. Altrettanto affascinanti le statue di Rahotepe Nofret, che colpiscono per la vivacità dei colori originali, o le maestose e inquietanti statue del faraone Akhenaton. Recentemente è stata adibita una nuova sezione dedicata al centenario dell’inaugurazione del museo. L’accesso in alcune aree implica il pagamento di costi supplementari rispetto al costo del biglietto di accesso. Almeno tre aree della città meritano assolutamente una visita: la Città Vecchia, dove sorgeva la città fortificata romano-bizantina di Babilonia, sede di innumerevoli edifici di carattere religioso che testimoniano la grande varietà di culti che hanno attraversato la storia egiziana. Fra questi, la chiesa cristiano-copta di El-Moallaqa, la sinagoga di Ben Ezra e la moschea di Amr Ibn El-As, la più antica di tutto l’Egitto. Di grande interesse anche il museo dedicato alla religione e alla civiltà copta, una variante del Cristianesimo diffusa in Egitto e in Etiopia; la zona della Cittadella, edificata nel 1176 dal celebre Saladino e sede di numerose moschee, fra cui la Moschea d’Alabastro di Mohammad Alì, e infine l’antica Città Islamica dove hanno sede la celebre moschea di El-Azhar con annessa l’Università dedicata agli studi islamici e la moschea Qalaun, una delle più amate e frequentate dagli abitanti del Cairo. Imperdibile una puntata al bazar di Khan-el-Khalili dove, in un’atmosfera impregnata di aromi orientali, è possibile trovare ogni tipo di merci: da stoffe multicolori a riproduzioni di reperti del periodo faraonico, da oggetti in vetro a essenze e profumi custoditi in eleganti boccette.
LUXOR e KARNAK
Omero la chiamò la “Città dalle cento porte” per le innumerevoli carovane di merci che vi giungevano. Gli Egizi preferivano definirla semplicemente “La Città”, mentre i Romani le diedero l’ancor più autorevole nome di “Grande città di Dio”. Sono tutti appellativi più che meritati, visto che l’antica Tebe (Luxor è il nome della località odierna) non fu solo il maggiore centro politico e amministrativo dell’antico Egitto, ma nel periodo di maggior splendore (fra il 1551 e il 1070 a.C.) probabilmente anche la città più importante e popolosa di tutto il mondo antico con quasi un milione di abitanti. Progressivamente arricchita di monumenti a gloria dei Faraoni e della loro potenza, Tebe cadde inesorabilmente in rovina a partire dalla dominazione romana. I suoi palazzi e i suoi templi vennero poi saccheggiati e distrutti dai cristiani che vi vedevano un simbolo del paganesimo (o trasformati in chiese) e la città fu progressivamente dimenticata. Riscoperta in tempi recenti per i suoi tesori archeologici, l’odierna Luxor emana un fascino tutto particolare che le viene dall’accostamento fra il suo millenario passato, di cui restano importanti vestigia, e la sua vocazione di moderno centro commerciale e turistico. Principale motivo di interesse storico-archeologico è il grande tempio in onore di Amon Ra, il dio sole, fatto erigere dal faraone Amenophis III. Rimaneggiato e ampliato dai faraoni successivi, fra cui Tutankhamon e Ramses II, il tempio era la sede della grande festa del Nuovo Anno, quando l’immagine di Amon vi veniva trasportata dal vicino tempio di Karnak. Contaminato da aggiunte arabe e romane, il tempio venne riportato alla luce dagli archeologi venuti in Egitto al seguito di Napoleone e progressivamente restaurato. Un grande viale, di cui oggi resta solo qualche traccia, lo collegava al tempio di Karnak, a circa tre chilometri di distanza. L’imponente agglomerato di Karnak, che accosta mura, colonnati, obelischi, sfingi ed edifici di ogni genere, fu sicuramente la massima manifestazione della devozione degli Egizi al dio sole. Le sovrapposizioni e gli “aggiornamenti” che ha subito nell’arco di ben 2000 anni ci offrono una straordinaria testimonianza dell’evoluzione degli stili architettonici nell’Antico Egitto.
NECROPOLI DI TEBE (Luxor)
Solo la grandezza e lo splendore raggiunti da Tebe nel Medio Regno possono giustificare una “città dei morti” così fastosa e imponente come quella che si può ammirare a pochi chilometri da Luxor, sulla riva occidentale del Nilo. Anche se gli innumerevoli accorgimenti messi in atto dai suoi costruttori per evitare furti e saccheggi hanno avuto scarso successo e nel corso dei millenni tantissimi tesori sono stati trafugati, la Necropoli di Tebe costituisce un immenso patrimonio archeologico sotterraneo e un’eccezionale testimonianza dell’ingegnosità architettonica degli Egizi. Con le sue sterminate gallerie, la Necropoli è infatti sicuramente il più vasto sito di tutto l’Egitto. In realtà, si tratta di tante necropoli, distinte a seconda della categorie sociali cui erano destinate, come si conveniva a una società rigidamente divisa in caste come quella egiziana. Accolto dai colossi di Memnon, due gigantesche statue alte quasi 17 metri che sono quanto resta del tempio funerario di Amenophis III, il visitatore può ammirare una serie di splendidi templi funerari, fra cui quello a terrazze della regina Hatschepsut, e molte delle 500 tombe fino ad oggi individuate e classificate che ospitano i resti di faraoni, regine e alti funzionari del Regno. Nella Valle dei Re spicca la celebre tomba di Tutankhamon, divenuta fonte inesauribile di leggende e misteri grazie anche agli immensi tesori che vi furono ritrovati e che oggi sono esposti al Museo Egizio del Cairo. Non meno suggestive le tombe di Ramses VI, di Sethi I (la meglio conservata) e di Amenophis II. Altrettanto affascinante la Valle delle Regine con la famosa tomba della regina Nefertari, che purtroppo non può essere inclusa nei pacchetti turistici a causa delle limitazioni poste dalle Autorità locali nella concessione dei permessi di visita. Di grande interesse il vicino villaggio di Deir El Medina, dove risiedevano gli operai e gli artigiani addetti alla costruzione delle tombe e dei monumenti: è l’unico esempio giunto fino a noi di una struttura cittadina originaria dell’Antico Egitto.
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