Mappa Mauritius

Mauritius

L'isola di Giada

In viaggio per Mauritius, l’isola dai colori di giada, un vero e proprio giardino dell’Eden, che offre suggestioni, panorami e visioni paradisiache. Spiagge bianche e incontaminate si tuffano nel mare turchese, una lussureggiante vegetazione di bouganville, palme, ibisco, frangipane, banani, foreste d’ebano, frutti tropicali, alti picchi da cui scendono scroscianti cascate di acqua cristallina e profondità di un oceano popolato di mille colori. Tutto questo è una vacanza a Mauritius: l’isola è una miniera di emozioni, di opportunità di divertimento e di sorprese che coinvolge e appassiona, è l’incanto di straordinarie bellezze naturali, il tutto arricchito dalla tipica ospitalità delle popolazioni dell’Oceano Indiano. 

Perché andare a Mauritius

  • Per le spiagge, splendide soprattutto nella costa nord. Due esempi su tutto: Grande Baie, consigliata a chi si vuole divertire anche la sera, e Peréybère, più tranquilla e naturalistica
  • Per il giardino di Pamplemousses, un orto botanico progettato nel Settecento che conserva piante tropicali rare e bizzarre
  • Per vedere l'altopiano di Chamarel, con le cascate e il cratere spento di Tana dei Cervi
  • Per respirare un’aria davvero multietnica grazie al melting pot di razze che si trovano sull’isola
  • Per le leggendarie spezie di Mauritius, fra le migliori e più varie del mondo

"Dall'India alla Cina passando per la Francia, sulle tavole mauriziane le distanze geografiche si annullano"
Come i mauriziani nascono dall'incontro di popoli e culture differenti, così la gastronomia dell'isola è frutto della contaminazione fra tradizioni culinarie geograficamente lontanissime: quella raffinata francese e l'esotica gastronomia cinese a base di zuppe, intingoli e vegetali che si sposano con i piatti piccanti dell'India e della cucina creola, speziata, dai sapori forti. Mauritius non è fatta per i puristi della cucina: i piatti reclamano di essere spalmati, colorati, aromatizzati appunto con intingoli dai sapori e dalle origini più svariate. Molte quindi le salse, ma tre sono le protagoniste assolute: la raugaille (speziata con pomodoro, zenzero, cipolla, peperoncino, timo e aglio), il vindaye (senape, mostarda in grani, curcuma in polvere, cipollotti, peperoncini verdi) e infine la piccantissima chutney a base di foglie di coriandolo, peperoncino e aglio. Una cucina internazionale, quindi, e allo stesso tempo regionale, con un re impossibile da spodestare: il crostaceo. Piatto imperdibile è il bol renversé, tipica zuppa di gamberetti preparata con la saggezza e pazienza dell'antica arte culinaria cinese. Impossibile resistere anche allo youm koung, frutti di mare con il cocco, e al daube, il polpo bollito. A "provocare" il palato sono invece le samoussas di origine indiana, frittelle da servire calde accompagnate da sorbetti ben ghiacciati. Dopo aver combattuto con spezie e salse piccanti, per rinfrescarsi ecco il lassi, bevanda indiana da bere a piccoli sorsi ottenuta mescolando yogurt con acqua e a scelta anice, noce moscata, chiodi di garofano, coriandolo, zenzero o frutta fresca.

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